Tagli dei dirigenti scolastici, accorpamento delle scuole di Civitella e Santa Sofia

Forlì

Il governo decide di commissariare la gestione del dimensionamento delle scuole, per tagliare 17 autonomie scolastiche dell’Emilia-Romagna, ovvero 17 dirigenti scolastici in meno. Il che significa mettere in atto un piano di accorpamento di istituti, previsto a livello nazionale, che ha una ricaduta diretta anche sul territorio della provincia di Forlì-Cesena. «Rispetto a questo quadro - attacca il consigliere regionale del Pd, Daniele Valbonesi - il Governo ha deciso di tagliare in maniera lineare, senza aprire una discussione come richiesto dalle regioni e senza guardare alle condizioni effettive dei territori e delle singole autonomie scolastiche». A essere, ancora una volta penalizzati, sarebbero i piccoli istituti in aree interne e montane. Nel caso della provincia di Forlì-Cesena gli Istituti comprensivi statali che subiranno il taglio, a meno di ripensamenti, sono a Cesenatico e Santa Sofia. Nel primo caso si prospetta un accorpamento tra istituti dello stesso comune. Nel caso di Santa Sofia, invece, ci sarebbe un’unione con quello di Civitella (già comprendente anche gli istituti scolastici del comune di Galeata). «La scuola - prosegue Valbonesi - , in un Paese con il calo demografico più marcato d’Europa dopo la Grecia, dovrebbe essere un settore su cui investire in termini di accessibilità, opportunità e qualità, cogliendo la diminuzione degli alunni come un’opportunità per garantire un servizio più efficiente e non come un pretesto per tagliare risorse. Se è vero, come i numeri attestano, che l’ Emilia-Romagna rispetta gli standard, accettare i tagli significa farsi andare bene scuole da 2.000 studenti, dove ragazze e ragazzi diventano numeri, non persone, e dove il diritto all’istruzione perde il suo significato più profondo, rendendo più difficile la partecipazione delle famiglie, degli studenti, dei docenti del personale». Insomma, per il consigliere dem «hanno fatto bene il presidente Michele De Pascale e l’assessora regionale Isabella Conti a opporsi fino all’ultimo alle logiche discriminatorie di questo provvedimento chiedendo un’applicazione più coerente dei criteri razionali e un confronto istituzionale serio, spiace che questo non sia avvenuto». Sulla vicenda è intervenuta anche la Provincia, tramite la consigliere Milena Garavini: « Un atto politico grave e punitivo nei confronti dei territori che difendono la scuola pubblica e la sua funzione costituzionale».

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