Storie di persone e cucina con “Chef sotto il Portico”

Forlì

E’ una storia di persone, relazioni, saperi, amicizie che da un capo del mondo all’altro ogni estate si ritrovano e convergono fra le mura antiche ma pullulanti di occasioni sempre nuove del ristorante Al Vecchio Convento di Portico di Romagna. L’idea di chiamare nella stessa cucina tanti colleghi internazionali, venne sedici anni fa a Massimiliano Cameli, chef come il fratello Matteo, nel locale fondato dall’infaticabile mamma Marisa e dal babbo Gianni. Da allora, anche se Massimiliano intanto ha preso casa e lavoro in Danimarca, a luglio nella casa madre romagnola la famiglia si ritrova e apre le porte per almeno una settimana a colleghi affermati e giovani leve di talento. Una settimana di scambi, sperimentazioni, uscite nella tartufaia e a raccogliere erbe, gite notturne al piccolo vulcano del Monte Busca per mettere una moca speciale sulla fiamma e sorseggiare insieme l’ultimo caffè della giornata, fino ad arrivare al week end di “Chef sotto il portico”. Le due cene di gala, antipasto di quello che succederà oggi e domani per le vie del centro, sono andate in scena giovedì e venerdì. Dodici chef internazionali, più due italiani ospiti solo per una sera, lo stellato Piergiorgio Sivero del ristorante Lazzaro 1915 di Pontelongo nel Padovano, e Alessandro Giraldi di Villa Abbondanzi di Faenza venerdì, daranno vita a un “banchetto” unico e irripetibile direttamente sulla via principale del Paese. Anche gli sponsor dell’iniziativa sono internazionali e unici, come ad esempio l’acqua di origine glaciale Vellamo, direttamente dalla Finlandia e già sponsor di un team di F1, e l’altrettanto nordica Kentaur che firma le giacche di tutti gli chef. Una dozzina i piatti fra cui scegliere, nei quali le storie di chi li fa si intreccia con gli ingredienti. Gioca in casa la coppia dei fratelli Cameli, Matteo e Massimiliano, che per le giornate di street food porterà una pasta corta al ragù di cortile con kimchi di carote, riduzione di cipolla e clorofilla di sedano. C’è il giapponese Kazuto Kamiya che a Portico è arrivato già da due mesi per imparare la cucina italiana e la lingua, che oggi e domani propone il particolarissimo spiedino di pollo yakitori cotto su una griglia di ceramica. Ci sarà lo chef pugile finlandese Mikael Mihailov che porta una freschissima aguachile di tonno, ortaggi e caviale. Dall’Islanda arriva Oli Hall che coltiva in idroponico fra i ghiacci pomodori, radici e foglie wasabi che userà per accompagnare il suo salmerino artico. «Con la Finlandia è nato un bellissimo legame, dopo che mi hanno invitato a partecipare a marzo al festival Food & fun - racconta Metteo Cameli -, chissà che non ne nasca un gemellaggio...». Non mancherà anche l’argentino, a sua volta naturalizzato finlandese Carlos Horacio Gimenez che a Portico vola ogni anno, come Oscar Flores e lo svedese Johan Karlsson. Torna anche Vroni von Manz, cuoca e pittrice tedesca che oggi vive in Svizzera e propone un colorato filetto di peperoni a bbq e salsa finta tonnata di anacardi e lime. Danese ma di stanza ad Amsterdam Bettina Kristoffersen che sforna dolci e torte deliziose nella sua home backery rinomata. Per il week end l’ospite italiano sarà poi Nicola Ongaro con un risotto ai ricci di mare. Ma quest’anno debuttano con un loro piatto anche tre cuochi speciali: Rajun, Sagor e Foyshal sono il “Team Bangladesh” del Vecchio Convento, dove lavorano in brigata da quattro anni e nel frattempo hanno tutti preso casa a Portico di Romagna. Il loro gelato al curry e fagioli indiani è il concentrato del senso di questa festa che attraverso i sapori racconta storie di persone, vite che hanno svoltato grazie alla cucina, convivenza e scambio, e ovviamente territori, quelli del mondo.

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