Santa Sofia. Sportilia, la scommessa per il rilancio

Forlì
  • 01 novembre 2026

«Sportilia è una struttura con una storia importante e con potenzialità ancora enormi, ma dopo anni di chiusura è necessario fare chiarezza sul percorso di valorizzazione e costruire le condizioni per un suo concreto rilancio». Con queste parole il consigliere regionale del Partito Democratico, Daniele Valbonesi, riaccende i riflettori sull’Accademia dello Sport di Santa Sofia, il monumentale complesso sportivo e residenziale incastonato nell’Appennino forlivese, di proprietà dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.

Valbonesi ha infatti depositato un’interrogazione formale in viale Aldo Moro per chiedere alla Giunta di fare il punto sul futuro dell’impianto. Nata nel 1990, la cittadella dello sport vanta una dotazione infrastrutturale di primissimo ordine: campi da calcio e da basket, un palazzetto dello sport, una struttura geodetica, campi polivalenti, uno stadio da 2.500 posti, 85 camere d’albergo, spazi dedicati alla formazione e un’ampia sala conferenze. Per decenni Sportilia è stata il quartiere generale di ritiri calcistici di Serie A, raduni degli arbitri, corsi federali, campus giovanili e tornei internazionali.

Un patrimonio che, tuttavia, dal 2022 versa in uno stato di inattività e progressivo degrado a causa del mancato rinnovo della gestione. «Una chiusura prolungata che fa male al territorio – osserva Valbonesi – ma oggi si registrano segnali d’interesse da parte di alcuni soggetti italiani e stranieri per l’acquisto o la gestione. È il momento di agganciare questi investimenti con progetti legati allo sport, alla sostenibilità, all’educazione e all’inclusione sociale».

Secondo il consigliere dem, la partita non riguarda soltanto la vallata del Bidente, ma deve collocarsi in una strategia istituzionale su scala più ampia. Due, in particolare, gli orizzonti strategici indicati: la candidatura dell’Emilia-Romagna a “Regione Europea dello Sport 2029” e, soprattutto, i Campionati Europei di Calcio del 2032, che vedranno la potenziale inclusione di Bologna tra le città ospitanti.

«Gli appuntamenti del 2029 e del 2032 possono sembrare lontani, ma per farsi trovare pronti occorre programmare da subito – incalza il consigliere –. Il Comune di Santa Sofia ha fatto la sua parte cercando possibili percorsi, ma ora la questione deve salire di livello». Da qui la richiesta alla Regione di farsi promotrice, insieme al Governo e al Ministero dello Sport, di un tavolo istituzionale concertato per guidare la rifunzionalizzazione del centro e affiancare il futuro gestore in un piano di rilancio a lungo termine.

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