Rocca San Casciano, si blocca la procedura negoziata per la Bipres

Forlì
  • 22 febbraio 2026

Il sipario cala bruscamente sulla procedura di composizione negoziata per la Bipres Spa, l’azienda metalmeccanica di Rocca San Casciano. L’annuncio dell’esperto nominato dal Codice della crisi d’impresa non lascia spazio a interpretazioni: mancano le condizioni per un risanamento concreto. Per la Fiom Cgil e la Cgil di Forlì-Cesena, l’esito è la cronaca di un fallimento annunciato, frutto di anni di strategie miopi.

Un fallimento annunciato

Secondo i sindacati, il naufragio della procedura non è un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di una gestione priva di visione. «Si chiude un percorso in modo prevedibile – denunciano le sigle – dopo anni in cui non è mai stato presentato un piano industriale serio basato su investimenti e sviluppo». La decisione della proprietà di non sottoporre nemmeno un nuovo piano ai creditori viene letta come la prova definitiva di una mancanza di volontà nel rilancio del sito produttivo.

Il peso sui dipendenti

A rendere la situazione ancora più tesa sono le condizioni vissute dai lavoratori. In questi mesi, le maestranze hanno affrontato ammortizzatori sociali legati a trasferimenti societari giudicati “discutibili”. Ma c’è di più: la Fiom solleva il caso delle cessioni del quinto. Secondo le segnalazioni, le trattenute operate regolarmente in busta paga non sarebbero state versate con tempestività alle finanziarie. «Fatti gravi – tuona il sindacato – che espongono le famiglie a tensioni economiche insostenibili e richiedono verifiche immediate».

La chiamata alle istituzioni

Con il tavolo di crisi già attivo in Regione Emilia-Romagna, il sindacato chiede ora un cambio di passo. Non bastano più le analisi: servono fatti. L’obiettivo è impedire lo smantellamento del sito e tutelare i livelli occupazionali in un territorio che non può permettersi di perdere presidi industriali storici.

Verso la mobilitazione

La nota sindacale si chiude con un ultimatum: se non arriveranno risposte industriali concrete, la mobilitazione sarà totale. «Il lavoro non può essere sacrificato sull’altare di scelte imprenditoriali sbagliate», conclude la Fiom. La vertenza resta aperta e il livello dello scontro sarà proporzionale alle (mancate) garanzie che arriveranno dalla proprietà.

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