Una storia che inizia nel lontano 1956 da un’idea di Gino Pasqui: sfruttare il movimento del mercato del bestiame, nel vicino Parco Foro Boario, per aprire a Rocca San Casciano le porte della vecchia osteria della Menghina, la “Cento Scudi”. L’inizio è umile, con preparazioni semplici e vino venduto al bicchiere, per poi passare alle prime minestre per gli operai e i commercianti, sapientemente cucinati dalla moglie Adelina. Negli anni la piccola bottega crebbe di pari passo con la comunità: divenne prima bar con sala da biliardo, storico punto di ritrovo per i giovani del paese, e poi locanda con le prime camere al piano superiore. Con il matrimonio del figlio Pino con la moglie Marisa, l’attività consolidò la propria identità fondendo accoglienza e tradizione contadina: alla gestione delle camere e della cucina casalinga si affiancava infatti l’azienda agricola di famiglia.
Il vero salto di qualità avvenne a metà degli anni Novanta. Di fronte al ristorante si liberò l’ex caserma della Polizia Stradale: Pino decise di acquistarla per regalare al paese un albergo moderno ed elegante, capace di accogliere gli illustri ospiti che frequentavano Rocca durante le rassegne estive. Nonostante un cantiere impegnativo durato due anni e segnato dal grave ictus che colpì Pino, la famiglia fece fronte comune, portando a termine i lavori e aprendo la nuova struttura alberghiera. Oggi l’albergo ristorante Pasqui è guidato dalla terza generazione: Rita Pasqui presidia in prima persona la gestione dell’hotel con il supporto dei fratelli Gino e Domenico, della nuora Grazia, del genero Sandro e del nipote Matteo. Dalla gestione dei lavoratori nei cantieri post-alluvione del 2023 fino ai mototuristi dell’Appennino e ai viaggiatori internazionali, la struttura conserva intatto il valore dell’accoglienza calorosa e diretta.
Per festeggiare il traguardo dei 70 anni di attività, la famiglia Pasqui aprirà le porte a compaesani, clienti e amici domani, a partire dalle 16, nel giardino della struttura, con un brindisi conviviale e il taglio della maxi-torta celebrativa. «Porto avanti questa realtà innanzitutto per profondo rispetto verso i sacrifici dei miei nonni e dei miei genitori, che hanno affrontato fatiche ben più grandi delle nostre per costruire ciò che oggi custodiamo - ha dichiarato Rita Pasqui -. Raggiungere il traguardo dei settant’anni di attività è una tappa storica e l’appuntamento di domani nasce proprio per rendere omaggio a quel lavoro immenso. Allo stesso tempo, chi sceglie di fermarsi da noi cerca e riconosce il valore raro di una vera conduzione familiare: trovando una vicinanza che, a distanza di sette decenni, fa ancora la differenza».