Rocca delle Caminate. Forza Nuova sfida i divieti e la Diocesi tuona

Forlì
  • 26 aprile 2026

Doveva essere il giorno della Liberazione, ma è diventato il giorno delle polemiche. Il convegno di estrema destra dal titolo “La fine dell’antifascismo”, organizzato da Forza Nuova, alla fine si è tenuto, ma non nella sede originariamente prevista. Dopo il no all’utilizzo di una porzione della Caproni di Predappio, in particolare dell’ex stabilimento “L’Arte”, i militanti si sono spostati a Rocca delle Caminate, scatenando l’immediata e durissima reazione della Diocesi Forlì-Bertinoro e delle Acli.

Insomma, una vera e propria incursione e un’occupazione abusiva degli spazi visto che né la Diocesi, né la parrocchia di Rocca delle Caminate hanno rilasciato l’autorizzazione. «Ho saputo di questa invasione a Rocca delle Caminate, di cui sono parroco dal 1974 – dice monsignor Franco Appi – nella tarda mattinata di oggi (ieri per chi legge) dalla dottoressa Silvia Gentilini della Questura di Forlì, alla quale ho comunicato che il terreno occupato dai militanti di Forza Nuova è di proprietà della parrocchia e che non era stata concessa alcuna autorizzazione per il ritrovo. Ho rilasciato una dichiarazione scritta alla Questura, che poco dopo mi ha informato che il gruppo stava lasciando il terreno per entrare dentro al Circolo Acli (che gestisce uno spazio per la ristorazione ricevuto in comodato dalla parrocchia). Sono costernato di questo loro comportamento. In accordo con la Diocesi e con la direzione delle Acli provinciali prenderemo insieme i provvedimenti adeguati».

Il parroco non è stato lasciato solo, pieno sostegno è arrivato anche da parte del vescovo Livio Corazza: «Appoggio pienamente la posizione di don Franco Appi. Prendiamo le distanze da quanto avvenuto al Circolo Acli di Rocca delle Caminate che, come tale, non è autorizzato ad ospitare nessun tipo di convegno di stampo partitico». Samuele Branchetti, presidente provinciale Acli Forlì-Cesena, dice: «Sono stato informato di quanto stava succedendo all’interno del circolo solamente ieri all’ora di pranzo. Cercheremo di capire meglio per avere un quadro esatto di come sono andate le cose».

Il tentativo di Forza Nuova di celebrare “La fine dell’antifascismo” proprio il 25 aprile ha esasperato un clima già teso visto che ancora adesso nella città natale di Benito Mussolini si danno appuntamento i nostalgici. Come è noto, l’evento era annunciato in un’area dell’ex fabbrica Caproni , ma nei giorni scorsi la Prefettura di Forlì-Cesena aveva vietato l’utilizzo degli spazi bloccando l’evento organizzato dai movimenti di estrema destra e che avrebbe visto la presenza del segretario nazionale Roberto Fiore con gli interventi fra gli altri di Nick Griffin, già presidente del Partito Nazionale Britannico ed ex europarlamentare, condannato 30 anni fa per incitamento all’odio razziale e di Ioannis Zografos, avvocato di Alba Dorata. L’ex stabilimento “L’Arte”, secondo il Tavolo riunitosi in sede prefettizia, versa oggi in condizioni di grave e generale degrado e pericolosità e la parte fabbricata è priva di agibilità. A questo punto, il sindaco di Predappio ha emesso l’ordinanza con cui ha dichiarato inagibile tutta l’area. Ma Roberto Fiore, leader di Forza Nuova ha sfidato il divieto annunciando che il convegno si sarebbe tenuto comunque nel piazzale della Caproni, senza però in realtà specificare bene il luogo considerando l’interdizione dell’intera area già presidiata dalle forze dell’ordine sin dalla mattinata di ieri.

Il convegno alla fine si è fatto a Rocca delle Caminate, evidentemente senza preoccuparsi delle autorizzazioni, radunando circa 200 persone tra militanti e simpatizzanti (questo è quanto hanno fatto emergere gli organizzatori, ndr). Lo stesso segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, ieri a Rocca delle Caminate, ha dichiarato: «L’ex Caproni inagibile? Favole. È un luogo ristrutturato, che ho affittato per un mese. Chi si è mosso per impedirci di usarle pagherà da un punto di vista giudiziario. Non vogliono farmi parlare, ma questa è la mia battaglia».

Mentre le celebrazioni ufficiali della Liberazione si svolgevano in tutta la provincia, a Rocca delle Caminate si consumava un braccio di ferro che ora promette di spostarsi dalle piazze alle aule di tribunale e alle sedi disciplinari delle associazioni coinvolte.

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