Nel Centro ittiogenico di Premilcuore collocato nell’ex vivaio sono state prodotte quest’anno oltre 13mila uova di trota mediterranea da cui fra poche settimane nasceranno i primi avannotti, i quali verranno poi seminati in vari torrenti all’interno del Parco nazionale nell’ambito delle azioni previste dal progetto Life Streams. Il lavoro prende avvio selezionando un parco di riproduttori attraverso rigorosi criteri genetici, indispensabili per garantire l’elevato livello di purezza della specie con i pesci che provengono da popolazioni autoctone del territorio all’interno del Parco nazionale. Un programma che se ha come mesi cruciali quelli di inizio anno, si sviluppa in realtà su di un arco di tempo molto più vasto come spiega l’ittiologo Andrea De Paoli, incaricato dal Parco nazionale per dirigere le operazioni dal punto di vista scientifico.
«È un impegno costante, in cui nei primi mesi di ogni anno, in occasione delle spremiture, si raccolgono i frutti del lavoro che abbiamo svolto durante tutto l’anno. Nelle due vasche esterne del Centro si trovano attualmente 26 riproduttori genotipizzati di cui conosciamo il codice genetico, che vanno seguiti e monitorati con un’attenzione costante compiendo tutta una serie di interventi anche di carattere sanitario per mantenerli in salute. Quest’anno, ad esempio abbiamo arricchito la loro dieta con preparati fitoterapici al fine di aumentare il loro sistema immunitario». La mission è quella di ripopolare progressivamente i torrenti in cui la trota mediterranea è stata nel tempo sostituita dalla trota fario atlantica, una specie alloctona, introdotta in un territorio diverso da quello originario. «Nel Centro, all’ex vivaio, per mantenere elevata la variabilità genetica della progenie viene adottata una tecnica riproduttiva mirata con le uova di ciascuna femmina che vengono suddivise in più lotti (da due fino a cinque in base alla dimensione dell’animale), e ogni gruppo viene fecondato da un maschio differente. In questo modo si ottengono famiglie di fratellastri geneticamente diverse, aumentando la variabilità genetica e di conseguenza la fitness della popolazione futura» aggiunge l’ittiologo.
Le piccole trote che nasceranno dalle 13mila uova verranno liberate in quattro torrenti affluenti del bacino di Ridracoli, preliminarmente bonificati dalle trote esotiche, settemila saranno immesse fra fine marzo e inizio aprile allo stadio di avannotto a sacco vitellino riassorbito mentre le altre seimila saranno fatte crescere nel Centro e verranno liberate nel mese di giugno alla taglia di 4 centimetri circa. Il Centro è gestito dalla cooperativa di comunità “Vivi Premilcuore” che collabora con il Comune, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la Fipsas di Forlì e la Ausl Romagna.