Premilcuore, ripartita la scuola per diventare pastori

È ripartita da Premilcuore, nella sede del Centro visite del Parco Nazionale, la quarta edizione della scuola per pastori ed allevatori, inserita nel progetto Life ShepForBio. Il corso è formato da 8 allievi, suddivisi equamente fra uomini e donne, tutti under 35, ma per l’edizione 2026 il Parco aveva ricevuto ben 66 domande da tutt’Italia. In alcune nazioni europee come Francia, Spagna e Svizzera, già da alcuni anni sono attive queste scuole di formazione che hanno come obiettivo quello di colmare lo scarso ricambio generazionale nel mondo pastorale e zootecnico nelle aree appenniniche. «È la prima volta in questo quadriennio di attività – sottolinea il sindaco Sauro Baruffi – che la scuola approda a Premilcuore che condivide, in questa sessione, insieme a Stia-Pratovecchio. Si tratta di un’iniziativa molto interessante a cui noi teniamo molto e che siamo ben felici di ospitare».

Il corso si articola in una prima parte teorica di 28 giorni distribuiti nei fine settimana da marzo a giugno, con alternanza di lezioni in classe e visite alle aziende del territorio, a cui seguirà, come vero fiore all’occhiello, uno stage pratico di 30 giorni, durante il quale gli studenti saranno ospitati in aziende e affiancheranno i pastori e gli allevatori nelle loro attività. «Questi sono aspiranti imprenditori agricoli – spiega Roberto Funghi, dottore agronomo dell’Associazione Rete Appia incaricato come docente –. Cerco di illustrare come avviare e gestire un allevamento estensivo di bovini e caprini da carne e da latte, in campo zootecnico quali razze allevare, le tecniche di alimentazione, la genetica fino alla gestione dei pascoli. Ma vedremo anche di imparare, con una visita ad un’azienda casearia, come fare i formaggi mentre durante un tirocinio ci confronteremo con il lavoro quotidiano degli allevatori. Però cerco di far capire a questi aspiranti pastori che non è tutta poesia quella che li attende una volta terminato il corso».

Il percorso formativo riconosciuto dalla Regione Toscana prevede nel ciclo di studi del 2026 anche un modulo sulla gestione aziendale in collaborazione con la scuola di pastorizia di Calascio, con le attività che si terranno nel borgo abruzzese. Fra gli otto partecipanti Aaron arriva dalla Valle D’Aosta, Benedetta, “romana de Roma” racconta: «Ho una zia che abita in Val Camonica e questo esempio familiare mi ha avvicinato all’ambiente montano rispetto alla città per valorizzare ambiente, tradizioni e lavoro locale di alcune zone dell’Appennino». Lorenzo da Bologna, schierato per una pastorizia a misura d’uomo, aggiunge: «Mi affascina studiare ed imparare il rapporto fra l’uomo e gli animali poi credo anche in una possibilità ecologica per rimuovere i disastri compiuti dagli allevamenti intensivi».

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