Preceduto da un tam tam sui social e da un volantinaggio diffuso con uno slogan roboante - «Romagna Acque vuole cancellare il fiume» -, il raduno per protestare contro il progetto per la nuova captazione sul Rabbi si è trasformato in un incontro molto libero.
Nessuno si è palesato come organizzatore della manifestazione con i partecipanti che si sono assemblati al Gorgolaio, cinque chilometri a monte di Premilcuore in direzione Firenze, sull’omonimo ponte costruito nella prima metà dell’Ottocento, porta di ingresso ad una suggestiva e vasta area attrezzata per pic-nic.
Tra i presenti Damiano Bartolini storico fondatore del Mas (Movimento Anti-sbarramento) tornato in campo a distanza di quarant’anni. «Sono venuto a supportare chi con questo tipo di raduno dimostra di condividere la nostra battaglia - dice Bartolini -. Li ringrazio perché ci aiutano in questa opposizione ai potenti. Cosa serve questo secondo punto di prelievo? Ad alimentare le piscine o attrazioni d’acqua lungo la riviera o per un problema reale di distribuzione dell’acqua? Premilcuore è un paese piccolo e per questo debole dal punto di vista contrattuale ma noi ci opponiamo con forza al progetto».
C’è un popolo variegato che ha scelto di essere presente: qualcuno anche un po’ fumantino nelle espressioni va oltre e fallisce il bersaglio. «I giornalisti? Via». I partecipanti arrivano dai due versanti dell’appennino. C’è la signora di Corella frazione di Dicomano: «Da noi c’è un progetto per le pale eoliche che snatura l’ambiente, sono venuta per portare il mio contributo a questa causa». Pippo Tadolini da Ravenna fa parte della rete per l’emergenza climatica in Emilia-Romagna: «Per noi di pianura il problema dell’acqua è importante, ma ogni ragionamento non può eludere dalla filiera dello spreco che si è sempre sottovalutata. Per riempire le piscine non è possibile che venga sottratta l’acqua alla montagna. Assistiamo ad una scelta calata dall’alto sulle popolazioni che abitano in queste zone anche se il primo cambiamento da fare è sotto l’aspetto culturale riguardo all’uso più responsabile di questa risorsa». Maurizio da 12 anni risiede a Rocca San Casciano ma tradisce ancora un forte accento romanesco. «Condivido questa battaglia degli abitanti di Premilcuore e per questo sono qua. L’Appennino viene sfruttato e non è giusto. La captazione sul Rabbi è da evitare perché i cittadini non sono stati consultati».
Il sit-in si è concluso con una camminata che, salita al crinale, è rientrata dopo quasi due ore avendo lambito il Mulino Biondi di Castel dell’Alpe, transitando non lontano da dove Romagna Acque vorrebbe procedere con la captazione sul Rabbi.