Due predappiesi in nazionale. Sono Andrea Brunelli e Lorenzo Lotti, convocati per rappresentare l’Italia ai campionati mondiali in due diverse discipline, ciclismo e corsa.
«Ho centrato anche quest’anno la qualifica al mondiale Gravel con la Nazionale Italiana – racconta il ciclista – conquistando la qualificazione alla “Lavaredo Gravel Race” lo scorso 20 giugno ad Auronzo di Cadore». Andrea Brunelli, 44 anni, sposato con Aliona, una figlia di nome Alisa ha raggiunto l’obiettivo che gli consentirà di volare in Australia per la prova che si svolgerà a Nannup, località a sud di Perth, il prossimo 10 ottobre. «La qualifica è stata raggiunta – aggiunge Brunelli – come da regolamento Uci (Unione ciclistica internazionale), piazzandomi entro il miglior 25% dei concorrenti, ed è il secondo anno consecutivo, dopo il mondiale Gravel dello scorso anno in Olanda, che riesco in questa impresa che mi consentirà di essere alla partenza unica insieme ai migliori atleti professionisti del mondo. Il Gravel è una disciplina emergente, che ha visto i suoi albori in America. Questa qualifica per me ha un sapore ancor più speciale dello scorso anno, perché causa un intervento chirurgico fra inverno e primavera la mia preparazione è stata completamente stravolta con tre settimane di stop totale». In base ai risultati conseguiti Andrea Brunelli potrebbe anche correre il campionato Europeo di Gravel in Belgio a fine agosto, una valutazione che farà in base alle condizioni fisiche del momento.
Un altro predappiese, l’ex assessore allo Sport ed attuale consigliere comunale, Lorenzo Lotti 40 anni, sposato con Virginia, due figli con i quali è entrato nel Guinness dei primati per la corsa spingendo il passeggino su cui “viaggiava” Raimondo nella 50 chilometri e Rodolfo nella distanza doppia, ha raggiunto la maglia azzurra. «Sono stato ufficialmente convocato in Nazionale per rappresentare l’Italia ai Campionati del Mondo della 100 chilometri in programma il 20 settembre ad Ames, in Spagna – racconta Lotti -. È un traguardo che vale tanti sacrifici, chilometri, rinunce e momenti in cui continuare sembrava la scelta più difficile. Vestire la maglia azzurra è l’onore più grande che un atleta possa desiderare».