Predappio. Fine di un incubo per due sorelle: strada sgomberata

Forlì

Dopo due anni e mezzo di battaglia legale, campi fangosi e scarpe di ricambio tenute in macchina come kit di sopravvivenza quotidiana, per le sorelle Milena e Miriam Milandri è arrivato il momento tanto atteso. Sabato scorso la strada che conduce alla loro casa è stata finalmente sgomberata, e le due donne hanno potuto raggiungere la propria abitazione in macchina per la prima volta dopo trenta mesi. «Adesso possiamo dire che l’incubo sembra finito – afferma Milena Milandri, con una voce che mescola sollievo e incredulità –. È stata un’emozione unica, dopo due anni e mezzo, riuscire a salire con la mia macchina senza dover scendere in un campo pieno di acqua e fango». In pochi giorni si sono succedute, velocemente, una serie di avvenimenti, dopo mesi in cui la giustizia sembrava procedere a passo lentissimo. «È successo tutto rapidissimamente – racconta Milena –. Giovedì mi ha chiamato il mio avvocato dicendo che era stato accettato il ricorso che avevamo fatto al giudice per mancata esecuzione della sentenza civile». Poche ore più tardi, i vicini hanno smantellato gradualmente quel cumulo di terra, lamiere e vecchie pietre che da mesi sbarrava il passaggio. Realizzare che fosse tornata la normalità, con la riapertura della strada che sbarrava loro il passaggio da e verso casa, non è stato immediato. «Sabato mattina è stato quasi un trauma – confessa Milena –, nel senso buono del termine. Non eravamo più abituate». La sera stessa, uscendo per fare la spesa, si è ritrovata a infilarsi automaticamente gli stivali da campo: «Sono talmente abituata a metterli per scendere nel fango che me li sono calzati e poi mi sono fermata: ma dove vado? La macchina era parcheggiata fuori di casa». Domenica mattina è arrivato anche il gruppo di sostenitori che, nel tempo, si è stretto attorno alle due sorelle per aiutarle a ripulire il tratto di strada che la ruspa non aveva sgomberato completamente. La solidarietà da parte di persone che fino a poco tempo prima erano sconosciute è, probabilmente, l’unico lato buono di questa odissea vissuta dalle due cittadine. «Voglio ringraziarli tutti – sottolinea Milena – ci hanno dato momenti di sollievo quando eravamo a terra completamente. Ci sentivamo isolate, in tutti i sensi poiché, oltre ad esserlo dal punto di vista logistico, non ci sentivamo aiutate dai tempi lenti della giustizia. Incontrare persone che ci hanno offerto il loro aiuto senza nessun tipo di ricompensa ma solo per solidarietà e affetto nei confronti di persone che erano in difficoltà è stata una grande emozione». Con la strada finalmente percorribile, sono tornate possibili anche cose che per molti sono semplicemente ordinarie. «Oggi pomeriggio (ieri per chi legge) è arrivato il tecnico del gas a farci il pieno – racconta –. Finalmente non ci sono più le bombole da portare su e possiamo avere un riscaldamento normale. Infine, se ce ne fosse bisogno per qualche motivo, adesso può raggiungere casa nostra anche l’ambulanza».

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