Predappio. Ex Casa del fascio, il Comune vince la causa contro la Sapiti

Forlì

Si chiude favorevolmente per il Comune il contenzioso con la ditta Sapit di Roma. Il Tribunale di Forlì ha accolto le ragioni del Comune di Predappio respingendo la richiesta della Sapit , che a fine 2022 aveva vinto l’appalto per la messa in sicurezza dell’impianto sismico dell’ex Casa del fascio per 2,2 milioni di euro, ma non aveva mai avviato il cantiere chiedendo però, con un atto ingiuntivo, 500mila euro come anticipo sui lavori. «Sono state riconosciute le nostre ragioni – dichiara il sindaco Roberto Canali – e la Sapit è stata anche condannata al pagamento delle spese legali per un importo di 23mila euro». Dopo che il Comune aveva rescisso il contratto con la Sapit per inadempienza è stata effettuata una nuova gara di appalto aggiudicata dalla Conscoop di Forlì che ha incaricato l’Acmar di Ravenna con costi lievitati di 500mila euro che sono stati coperti direttamente dal Municipio tramite l’accensione di un mutuo da 600mila euro, per coprire l’importo complessivo che prevede 1,5 milioni dal Ministero della Cultura, 1 dalla Regione Emilia Romagna e 500mila dalla Fondazione Carisp. I lavori adesso procedono speditamente con la chiusura prevista a marzo 2028. «Da quel momento partirà la seconda fase per la ristrutturazione del piano terra, su viale Matteotti, lato Forlì, destinata ad ospitare due uffici: l’anagrafe con i servizi demografici e l’ufficio informazioni turistiche –aggiunge il sindaco –. Per gli arredi e la ristrutturazione degli ambienti, che comporteranno una spessa complessiva vicina agli 800mila euro, abbiamo ottenuto un contributo di 560mila euro dalla Regione nell’ambito dei progetti della rigenerazione urbana con la differenza che verrà coperta con il bilancio comunale». Nel dibattito su come destinare gli spazi dell’immenso edificio ha preso ultimamente consistenza l’idea di realizzare un museo sull’arte italiana del ‘900. Un centro culturale in grado di raccontare un periodo storico raccontando l’arte italiana, prima, durante e dopo il Ventennio. «L’idea in realtà – ricorda il sindaco Roberto Canali – era già stata avanzata due anni fa con l’ex assessore regionale Mauro Felicori poi riemersa ultimamente con la visita del Ministro della Cultura Alessandro Giuli che si è espresso in termini favorevoli. Per arrivare a questa destinazione abbiamo due scogli: trovare le risorse per completare i lavori nella struttura poi successivamente individuare la gestione di un museo di quel livello che non può essere solo sulle spalle del Comune. In Italia solo due musei sono in attivo, gli Uffizi a Firenze e quello in Vaticano a Roma. Per quello di Predappio servirà il contributo di Regione e Ministero. Noi siamo attivi ed abbiamo già avanzato, fiduciosi, richieste al Ministero per un’opera che diventerà interessante non solo per la nostra comunità».

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