Dopo tante vicissitudini, per la Casa del Fascio finalmente si spalanca l’opportunità per l’apertura effettiva di un consistente cantiere di ristrutturazione. Nello scorso mese di dicembre è stata portata a termine dalla Centrale unica di committenza dell’Unione dei Comuni Forlivesi la procedura per l’affidamento dei lavori del primo stralcio del restauro e la rifunzionalizzazione dell’edificio. È risultato vincitore il Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro di Forlì aderente a Legacoop che già in sede di gara aveva indicato la consorziata Acmar di Ravenna come impresa esecutrice. «Nella giornata di mercoledì 29 aprile con la firma del verbale di consegna la struttura è stata affidata all’impresa esecutrice – spiega il sindaco Roberto Canali –. La consegna è un passaggio concreto verso l’avvio delle opere che hanno subito un notevole ritardo ed un sensibile aumento dei costi causa il contenzioso con la ditta Sapit di Roma che aveva vinto il precedente appalto ma poi non aveva mai iniziato i lavori».
Con la Sapit è in corso il contenzioso a fronte della richiesta di pagamento di 500mila euro come anticipo sul primo lotto dei lavori per un cantiere mai avviato con una prossima udienza fissata per questo mese. Questo primo stralcio è stato progettato dal Raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dallo Studio Valle di Roma ed è finanziato in misura diversa da Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Carisp e Comune di Predappio e prevede il miglioramento sismico e la messa in sicurezza. L’importo dei lavori a base di gara era di 2.730.590 euro di cui poco più di 90mila per oneri di sicurezza, il ribasso d’asta con il quale è stata aggiudicata la gara è del 15 per cento per un importo finale di 2.332.659 più Iva di legge. L’avvio del cantiere è prossimo e la sua conclusione dovrà avvenire entro il 19 marzo 2028. L’amministrazione comunale ha già ottenuto altri 560mila euro dal Bando di rigenerazione urbana della Regione per la sistemazione del piano interrato lato viale Matteotti dove verranno presumibilmente trasferiti alcuni uffici comunali ad iniziare da quello turistico. L’Acmar (società Cooperativa Muratori e Affini) di Ravenna fondata nel 1951 ha una lunga e consolidata esperienza in opere infrastrutturali come quelle effettuate a Palazzo Romagnoli di Cesena, la Rocca Estense di Lugo, il Forte di Bard in Valle D’Aosta, la sede della Banca di Albania, a Forlì nella Tangenziale Est e nel Campus Universitario, la Linea 3 della Metro a Milano. «La speranza – conclude il sindaco Canali – è che gli intoppi siano terminati in quanto la serietà storica degli operatori coinvolti ci rassicura».