Dai cantieri post-alluvione, passando per i recenti interventi fino alla nuova legge sulla Montagna: ecco le future sfide per il territorio di Forlì-Cesena. Come si stanno muovendo Provincia e Regione? Lo hanno spiegato Roberto Cavallucci, sindaco di Meldola e vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena, e Daniele Valbonesi, consigliere regionale, sabato sera alla festa de l’Unità di Meldola.
In particolare, Cavallucci ha fatto una panoramica degli interventi messi in campo dalla Provincia sulla Sp4, arteria principale della Valle del Bidente, tra progetti completati e in partenza.
«Sulla Sp4 abbiamo in partenza i lavori sul ponte di Corniolo per 870mila euro e stiamo completando l’intervento per la frana a Pianetto da 1.400.000 euro, oltre al consolidamento strutturale del ponte di Galeata. A breve partirà il cantiere da 995mila euro per il ponte sul Suasia a Civitella. Più a valle abbiamo 6.800.000 euro finanziati per la variante che scarterà l’abitato di Nespoli e 1.100.000 euro per consolidare il viadotto del Gualdo verso Meldola. Per i tratti restanti, come Meldola-San Colombano, siamo alla ricerca di ulteriori finanziamenti».
Ha poi continuato, ponendo l’attenzione sui danni post-alluvione e le relative misure adottate: «A seguito dei danni dell’alluvione del 2023 abbiamo già realizzato e avviato lavori per 85 milioni. Nello specifico del comune di Meldola, abbiamo completato la sistemazione della Sp126 per Predappio, mentre sono attualmente in corso i cantieri sulla Sp48 Meldola-Cesena via Teodorano e sulla Sp78 che collega Meldola, Piandispino e Pieve di Rivoschio». Cavallucci ha infine citato la variante del Pai-Po, che recepisce i danni dell’alluvione per ridefinire la classificazione del rischio idrogeologico dei terreni: «Con la variante ridefiniamo la difesa idrogeologica. Oltre alla fondamentale manutenzione dei fiumi, i nuovi studi post-alluvione prevedono due soluzioni strutturali: preservare nuove aree di invaso naturale e realizzare casse di laminazione a monte degli abitati per far defluire le piene e proteggere i centri urbani. Per iniziare a mettere a terra queste opere strategiche sono stati già stanziati 1 miliardo di euro, a fronte di un fabbisogno complessivo stimato in 6 miliardi».
È stata poi la volta di Valbonesi, che, concludendo l’evento, ha illustrato le ricadute della nuova Legge Montagna sui comuni dell’area: «Questa legge taglia la classificazione dei comuni montani dell’Appennino per favorire le Alpi. Con la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, territori come Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone, insieme a comuni parzialmente montani come Meldola, Predappio e Dovadola, perdono ufficialmente lo status di “montanità”. Le conseguenze sono immediate: per la scuola si riducono i benefici legati alle multiclassi, mentre per le aziende agricole collinari sono stati cancellati, dal primo luglio, i vantaggi fiscali e le detrazioni sulla contribuzione dei dipendenti».