FORLI’ «Le notizie che giungono dalla stampa sulla nomina del Presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna ci lasciano attoniti», così dichiarano i consiglieri regionali del Partito Democratico del territorio Romagnolo Daniele Valbonesi, Francesca Lucchi, Valentina Ancarani, Elenora Proni, Niccolò Bosi, Alice Parma ed Emma Petitti in una nota congiunta a commento delle prime indiscrezioni da parte del Ministero dell’Ambiente sui nomi per la presidenza del Parco nazionale Foreste casentinesi. In pratica la terna proposta vedrebbe tre nomi di centro destra e tutti toscani.
«Dopo mesi di scambi, di contatti e riflessioni tra sindaci, regione Emilia-Romagna e Toscana e Ministero dell’Ambiente», proseguono, «la decisione del Governo e del Ministro sembra essere quella di proporre una terna composta da esponenti di FDI e tutti del territorio toscano. Sostanzialmente una sorta di lottizzazione politica senza tener conto degli equilibri istituzionali, politici e territoriali. Uno schiaffo ai sindaci, che proprio in questi giorni avevano fatto al ministro Picchetto Fratin una proposta condivisa, uno schiaffo a territori montani, che ancora una volta si sentono inascoltati e traditi. Uno schiaffo ai rapporti istituzionali tra Governo e Regioni, rotti da una scelta partitica unilaterale. Uno schiaffo anche ai parlamentari di centrodestra romagnoli, che dimostrano la loro inconsistenza politica o di aver barattato questa nomina con altro. Sempre attenti a urlare quanto di bello viene fatto dal Governo e a dare ogni colpa a chi c’era prima, dimenticano la realtà a favore delle favole che cercano di raccontare ai cittadini ma che a fronte di scelte come questa svelano tutta la loro inconsistenza».
«Enti come quelli del parco», concludono i consiglieri «avrebbero bisogno che le scelte si basassero su competenze, visioni e coraggio, non senza scelte politiche, ma con una politica che abbia questi criteri di merito come pilastri per una scelta. Favorire una scelta basata su una lottizzazione di parte, sacrifica ancora una volta gli interessi dei territori e dell’ente parco ai giochi interni alla maggioranza parlamentare e al centrodestra romagnolo, che poco però interessano ai cittadini e rischiano di creare danno ad un intero sistema istituzionale e territoriale».
Il territorio del parco si estende su una superficie di 36.800 ettari: in Emilia-Romagna 18.900 (tutti in provincia di Forlì-Cesena), in Toscana 17.900 (14.000 in provincia di Arezzo, 3.900 in provincia di Firenze). L’ultimo presidente romagnolo risale al 2004, salvo piccoli periodi di facenti funzioni con poteri limitati.