Il 22% del fatturato nazionale del comparto della nautica italiana proviene dalla provincia di Forlì-Cesena così come il 13% degli addetti sul totale italiano. È quanto è emerso durante il convegno in cui i ricercatori di Cna nazionale hanno presentato il 9° Rapporto sulla nautica.
Uno strumento di analisi che offre una fotografia aggiornata del settore e delle sue principali dinamiche economiche e produttive. L’obiettivo è quello di fare il punto sullo stato di salute di una filiera strategica per il Made in Italy e individuare le opportunità che possono sostenere la crescita e la competitività delle aziende.
Nell’economia della città di Forlì il pil prodotto dalla nautica è pari all’8%. Analizzando le caratteristiche del settore emerge come l’innegabile centralità dei grandi cantieri tenda a sminuire il contributo assai rilevante proveniente dalle micro e piccole imprese che operano nel settore. Nella nautica da diporto, infatti, le imprese con meno di 50 addetti sono il 98,2% della base produttiva, occupano il 62,8% della forza lavoro, realizzano il 29,9% del fatturato, contribuiscono alla creazione del 35,8% del valore aggiunto. Una realtà complessa che vede i grandi cantieri cavalcare l’onda delle esportazioni, con una crescita dei volumi importante nell’ultimo quinquennio.
Fra i temi emersi, l’importanza della ricerca e della formazione: sul fronte dell’università, sta arrivando a conclusione il primo ciclo del corso di laurea in Ingegneria nautica a Forlì, inoltre nelle Gallerie Caproni a Predappio sarà costruito uno spazio per prove, dedicato al trasferimento tecnologico alle imprese. L’istituto tecnico aeronautico di Forlì ha inserito un corso dedicato alle costruzioni navali, che va a completare l’offerta formativa in cui spicca l’ormai consolidato Ifts per tecnico della filiera nautica di cui Cna Formazione Emilia-Romagna sta progettando la settima edizione. C’è interesse e attesa verso il recentemente costituito distretto regionale della “Nautica Valley”. Se le esportazioni continuano a salire, il mercato interno appare per lo più stagnante con una lieve tendenza in riduzione del numero delle imbarcazioni naviganti ormeggiate nei porti della penisola, segno tangibile della situazione economica del nostro paese. La piccola nautica, ambito su cui è nato il distretto Forlivese, si è completamente fermata (-18%). Tutto ciò pesa sulla filiera dei servizi, manutenzione, ormeggio e rimessaggio.
Franco Napolitano, direttore generale di Cna Forlì-Cesena ha concluso l’incontro, sottolineando come «l’andamento del settore della nautica sia in controtendenza con il dato generale della produzione industriale di questo paese: +42% dal 2021, contro un -5,8%. Un dato che testimonia come in questo settore esprimiamo non solo capacità tecniche non comuni ma anche abilità nel leggere il mercato e nel dare valore a quel “made in Italy” che altrove sembra perdere almeno in parte il suo smalto».