Al di là dell’aspetto statistico tra i casi analizzati (tra l’inizio del 2025 e il 30 novembre su 16.552 trasporti secondari effettuati sono stati conteggiati 8 eventi clinici ritenuti “rilevanti”, 6 dei quali con Luca Spada in servizio sulle ambulanze, 5 dei quali con susseguente decesso dei pazienti) per gli inquirenti che indagano sul caso delle morti sospette nel Forlivese il 27enne autista soccorritore arrestato avrebbe agito dopo aver valutato la vulnerabilità delle vittime. Pazienti prescelti - ad avviso di chi conduce l’inchiesta - in modo mirato tra persone di età avanzata che, pur in presenza di un quadro clinico stabile (al punto che i trasporti non erano di emergenza), avevano pregresse patologie, spesso plurime, che rendevano comunque complesso lo stato di salute.
Una scelta tutt’altro che casuale per l’autorità giudiziaria, frutto per chi indaga di una valutazione criminosa fatta a priori in modo che un eventuale aggravamento delle condizioni dei pazienti potesse essere apparentemente giustificabile come evoluzione naturale del quadro clinico preesistente.