Morti sospette in ambulanza a Forlì, il gip nega i domiciliari a Luca Spada: rischio reiterazione del reato nonostante il licenziamento della Cri

Forlì
  • 22 settembre 2026

Il licenziamento per giusta causa da parte della Croce Rossa Italiana non è motivo sufficiente per scarcerare Luca Spada. Ritenendo sussistenti il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio il gip di Forlì, Ilaria Rosati, ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori del 28enne autista soccorritore forlivese, in carcere dall’11 aprile con l’accusa di omicidio aggravato ai danni della paziente 85enne Deanna Mambelli. Respinta anche la richiesta subordinata di sostituire il carcere con gli arresti domiciliari, da scontare nell’abitazione della compagna con braccialetto elettronico.

A sostegno dell’istanza, depositata il 17 luglio dai legali di Spada, gli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi, la difesa aveva indicato come fatto nuovo il licenziamento per giusta causa di Spada dalla Croce Rossa Italiana, comunicato lo scorso 4 maggio: secondo i difensori, il venir meno del contesto lavorativo in cui sarebbero maturate le condotte contestate avrebbe fatto cadere le esigenze cautelari alla base della misura.

Di parere contrario invece il pubblico ministero Andrea Marchini e anche del gip che, nell’ordinanza, ha ritenuto che il solo licenziamento non basti a superare la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere. Richiamando anche una nota del Racis dei carabinieri sulla personalità dell’indagato, il gip ha scritto che la spinta motivazionale alla base della condotta contestata è «interna, ossessiva e incontrollabile», tale da poter incidere anche a prescindere dal contesto lavorativo e in presenza di crisi personali. Un profilo che, secondo il giudice, esclude pure l’adeguatezza degli arresti domiciliari con controllo elettronico.

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