Morti sospette a Forlì, le frasi choc e il sospetto di coperture da parte dell’amante

Forlì

Non ci sono, al momento, altri indagati nel caso delle morti sospette di anziani nelle ambulanze. Nonostante le intercettazioni e le gravi parole spese con la moglie e altri colleghi, Luca Spada resta da solo a difendersi dall’accusa di omicidio pluriaggravato per la morte della 85enne Deanna Mambelli.

Nel mirino della Procura di Forlì ci sono però altri decessi sospetti (quelli di Vittorio Benini, 85 anni, del 13 ottobre 2025, di Vincenzo Pesci, 81 anni, del 12 settembre 2025, di Edoarda Gasperini, del 26 luglio 2025, di Francesco Mario Scavone, 69 anni, dell’8 luglio 2025 e di Mirella Montanari, 77 anni, del 24 febbraio 2025) che si ipotizza siano stati causati da Spada con le stesse modalità: iniettando aria nel sistema venoso attraverso i cateteri dei pazienti trasportati in ambulanza. L’arresto riguarda per ora il solo caso della signora Mambelli poiché è l’unico decesso sottoposto ad autopsia nelle immediate ore successive alla morte; l’esame ha permesso di riscontrare una quantità d’aria tale da aver provocato l’arresto cardiocircolatorio.

Tra i colleghi c’è anche chi difende Luca Spada - il cui interrogatorio di garanzia è previsto per domani alle 15, assistito dagli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi -: una collega, sentita dai carabinieri, avrebbe negato qualsiasi azione illecita da parte del 27enne autista soccorritore della Cri, dichiarando di essere stata presente ma negando ogni manovra volta a far del male ai trasportati. Si tratterebbe di una donna legata affettivamente a Spada e quindi, secondo gli investigatori, pronta a tutelare senza riserve il compagno di “viaggi”.

Nella richiesta dell’ordinanza, la Procura sottolinea il pericolo di reiterazione del reato e il possibile inquinamento delle prove. Durante la conferenza stampa, il procuratore capo Enrico Cieri ha ricordato come l’indagine sia partita lo scorso ottobre da fonti confidenziali che hanno segnalato ai carabinieri i sospetti per l’eccessivo numero di decessi. «Su 16mila trasporti effettuati da gennaio a novembre dalla Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, si sono verificati otto episodi gravi: due risolti, mentre negli altri sei si sono registrati cinque decessi. A bordo di quell’ambulanza c’era sempre Luca Spada. Una incidenza statistica ricorrente. Ovviamente il gip ha concesso l’arresto per il caso della signora Mambelli, ma il nostro lavoro prosegue anche per gli altri decessi».

Il giudice per le indagini preliminari Ilaria Rosati ha escluso l’ipotesi della premeditazione. Le indagini proseguiranno per individuare il movente: «Fa parte del lavoro che faremo - prosegue il procuratore Cieri - per capire se sia di natura economica, passionale o emotivo-psicologica. Di certo non ci risulta sia socio di agenzie di pompe funebri». Anche se nelle intercettazioni compaiono comunicazioni che suggeriscono un possibile ritorno economico. A un collega che dice di aver salvato un paziente, Spada risponde: «Ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire. A Meldola devono morire anche quelli di Forlì, è mercato». La compagna, in un’intercettazione, gli chiede: «Stai facendo secco un altro vecchio?» e Spada risponde: «No, dobbiamo prendere una vecchia per Ravenna».

Oltre ai risultati dell’autopsia Mambelli, sono due le intercettazioni definite decisive per l’accusa: quella del 17 novembre 2025 in cui scrive a una collega “Bisogna che mercoledì 26 facciamo la lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti”, e quella dell’8 luglio: «Ho appena fatto un morto di Cusercoli».

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