Due settimane prima del decesso di Deanna Mambelli - nel quale, secondo l’ipotesi della Procura, ci sarebbe stato l’intervento di Luca Spada - il 27enne autista soccorritore della Cri era ricoverato in ospedale per problemi di salute. Nonostante ciò, non mancava di scrivere a un collega: «Bisogna che mercoledì 26 facciamo la lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti». Sebbene il collega, sentito al riguardo, abbia minimizzato la portata della frase attribuendola a un contesto scherzoso, il gip, pur non parlando di premeditazione, vi riconosce quantomeno la preordinazione. Proprio il ricovero di Spada in quei giorni è finito nel mirino della Sezione Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Forlì, che fin dal primo momento si è occupata di raccogliere le confidenze dei colleghi e di sviluppare le indagini, seguite anche dai Nas di Bologna. Problemi respiratori sarebbero stati la causa degli accertamenti clinici e, tra le testimonianze raccolte dagli investigatori, era già emersa l’ipotesi che Luca Spada si fosse provocato tali malesseri tramite auto-immissioni d’aria: lo stesso metodo che, secondo l’accusa, avrebbe usato per provocare la morte degli anziani trasportati. Una coincidenza che, alla luce delle accuse, assume un contorno inquietante: come se l’indagato avesse voluto testare su se stesso gli effetti dell’immissione di aria nelle vene, ovviamente con esiti non letali. Questo anche perché nei mesi precedenti si erano già verificati altri casi di morti sospette. Successivamente al decesso di Deanna Mambelli, Spada si era accorto della telecamera piazzata sull’ambulanza; a quel punto la Procura aveva sottoposto il 27enne, il collega che era con lui e lo stesso mezzo della Cri a perquisizione. All’interno della tasca della giacca dell’indagato vennero trovati due bisturi (con cappuccio protettivo, ma privi di confezione sigillata), due abbassalingua in legno sigillati e tre connettori Bd senza ago, dispositivi che permettono un rapido accesso alla via infusionale garantendo una connessione sicura.
Morti sospette a Forlì, il ricovero di Spada e l’ipotesi di “test” con l’aria su se stesso