Moreno il Biondo e il successo di Cara Forlì: “Il liscio era un fuoco mai spento sotto la cenere”

Una piazza Saffi piena, lo scorso fine settimana, per “Cara Forlì”, la manifestazione voluta dal Comune per rinverdire i fasti del liscio. Organizzata da Giordano Sangiorgi, direttore artistico del “Mei” di Faenza, la sesta edizione della festa è stata premiata dal pubblico soprattutto nella giornata di sabato, quando fra gli altri si sono esibiti i Nomadi e Moreno Conficconi (Moreno il Biondo).

«Dal palco avevamo un colpo d’occhio bellissimo - ricorda con emozione il clarinettista di origine meldolese -. I Nomadi del resto sono vicini al mondo del liscio e toccano le corde emozionali del nostro stesso pubblico. La loro musica, proprio come la nostra, viaggia, è semplice e vera, è fatta di terra e di tradizione con radici decennali. Come i Nomadi, noi musicisti del liscio non ci siamo mai allontanati dalla nostra storia, parlo almeno per quelli come me che sono saliti sul palco a 14 anni e non ne sono scesi più. Insomma, seguiamo insieme un binario lungo la via Emilia che può arrivare dove vuole. E a febbraio sarò io che andrò a Novellara alla loro festa».

Come si spiega il ritorno d’interesse per il liscio?

«Il liscio non è mai scomparso, era come un fuoco che continuava a bruciare sotto la cenere, ma fra 2000 e 2020 ha attraversato una crisi in cui è stato necessario anche scendere a qualche compromesso per mantenere le aziende, e continuare a dare da mangiare alle tante famiglie che fanno parte di questo pianeta. Poi sono successe cose straordinarie, gli Extraliscio a Sanremo e la stima di Amadeus: è allora che il genere è stato riscoperto, che si è capito che contava grandi musicisti e brani di difficile esecuzione. E il “disorientamento musicale” dovuto alle necessità della vita ha lasciato spazio a una nuova consapevolezza».

Ed è iniziata la fase attuale.

«Certo, per quanto mi riguarda ho collaborato con il Canzoniere Grecanico Salentino, con Jovanotti e addirittura con Ravenna Festival. Ma dopo gli Extraliscio il mio percorso ha trovato il suo centro a Gatteo Mare, dove sono nati i Casadei, dove c’erano i “cameroni” in cui Brighi faceva ballare i contadini: una specie di New Orleans per il dixieland».

Oggi poi si ventila la candidatura del liscio a patrimonio immateriale dell’Unesco.

«Le istituzioni, anche la Regione, ci sono molto vicine in questo Rinascimento romagnolo! Ed è bello anche che stiano arrivando i ragazzi, quelli che andavano ad ascoltare il liscio con i nonni, e ora sognano di suonare con noi».

E il ballo?

«È un elemento fondamentale nel mondo del liscio e le scuole hanno sempre mantenuto un livello alto, con tanti iscritti giovani. Peccato che abbiano abbandonato il loro scenario naturale, la sala da ballo. Però, se ci sono giovani a suonare sul palco, i giovani arrivano: quindi sono fiducioso nel futuro».

Per la “Settimana del Liscio”, oggi Moreno il Biondo è all’Arena Rubicone di Gatteo Mare, con l’Orchestra Grande Evento e la Dino Gnassi Corporation (ore 21).

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