Meldola. Demolita l’ex casa cantoniera di Vitignano, era un pezzo di storia

Meldola perde un pezzo di storia recente: demolita l’ex casa cantoniera di Vitignano. L’edificio rappresentava, per la piccola comunità della frazione Meldolese, un’importante testimonianza storica del proprio territorio. Non sono mancati i commenti risentiti dei cittadini sui canali social: «Andava preservata almeno la facciata». La proprietà, precedentemente della Provincia di Forlì-Cesena, era stata venduta all’asta a privati cittadini dopo svariati anni in cui era rimasta invenduta. Poiché l’immobile non era soggetto ad alcun vincolo da parte della Soprintendenza o del Piano strutturale comunale di Meldola e presentava lesioni profonde, gli attuali proprietari hanno potuto procedere con l’abbattimento, al quale seguirà la ricostruzione di un nuovo edificio nello stesso luogo.

La demolizione, avvenuta a fine della settimana scorsa, ha scosso la popolazione di Vitignano e Meldola fortemente legata all’edificio risalente agli anni ’40 del secolo scorso. La struttura, in stile Novecento, sfoggiava una classica tinteggiatura di colore rosso pompeiano ed era situata sulla strada che portava da Meldola alla Rocca delle Caminate. Nata per ospitare il “cantoniere”, l’addetto alla manutenzione di un tratto di strada (il “cantone”), presentava una facciata monumentale in pietra al piano terra. Il piano inferiore era la sede degli ambienti non residenziali, l’alloggio del cantoniere e della sua famiglia era invece situato al piano superiore. Il fondatore della pagina Instagram “Storie di Meldola“ Andrea Emmanuele Cappelli, citando il saggio “Meldola 1900-1950, la modernità desiderata” dell’architetto meldolese Davide Canali, spiega: «Il punto di partenza di questa storia è il 1928, anno in cui furono ultimati i lavori di restauro della Rocca delle Caminate, che divenne residenza estiva di Benito Mussolini. La presenza dell’allora presidente del Consiglio rese la zona meta di pellegrinaggi da parte di persone provenienti da tutta Italia, che in occasione della ricorrenza della marcia su Roma si recavano nei luoghi cari al Duce». Venne realizzata da zero la strada che conduceva a Predappio Nuova, poi sistemate quelle provenienti da Forlì e da Meldola per garantire un’adeguata viabilità.

Queste strade però necessitavano di una manutenzione efficiente essendo gli snodi principali alla Rocca, a proposito Canali scrive che: «Lungo la strada proveniente da Forlì e lungo quella che conduceva a Meldola vennero edificate due case cantoniere gemelle, che per dimensioni e stile si differenziano notevolmente rispetto alle altre dislocate lungo le strade romagnole». Dunque erano ben due le case cantoniere nel raggio di pochi chilometri: a oggi rimane solo la gemella di Ravaldino in Monte.

Erano tanti i cittadini che si muovevano verso la residenza estiva di Benito Mussolini, molti erano seguaci del Fascismo ma altrettanti erano oppositori del regime. Cappelli rivela che: «Le due case fungevano anche da postazione di controllo per chi era diretto alla Rocca. Così, oltre alla manutenzione, si teneva tutto sotto controllo».

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