Maltempo, nell’Imolese danni ingenti in agricoltura. A Forlì-Cesena 36 interventi dei vigili del fuoco

Forlì
  • 16 luglio 2026

ROMAGNA. Il maltempo che ieri ha colpito l’Italia e la Romagna ha lasciato dietro di sè danni e problemi. Dalle 16 di ieri i Vigili del fuoco sono stati impegnati negli interventi conseguenti all’ondata di maltempo che ha interessato Emilia-Romagna e Lombardia. In totale sono 900 gli interventi effettuati nelle due regioni per danni causati da pioggia e raffiche di vento. In Emilia-Romagna sono stati effettuati 744 interventi: 156 nel territorio di Bologna, 141 a Modena, 89 a Ferrara, 72 a Reggio Emilia e 36 a Forlì-Cesena, oltre agli interventi svolti negli altri comandi della regione. Gli interventi hanno riguardato la rimozione di alberi e rami caduti sulla sede stradale, su auto e case, la messa in sicurezza di elementi pericolanti e coperture divelte dal vento, oltre al prosciugamento di locali seminterrati allagati. In alcuni casi è saltata la corrente elettrica.

Gli agricoltori fanno intanto i primi conti. Ammontano già a “diversi milioni di euro” i danni nella zona da da Crevalcore fino a Imola. È quanto emerge dalla prima ricognizione effettuata da Coldiretti Bologna tra le aziende agricole colpite, considerando le perdite alle colture, agli impianti frutticoli, alle serre e alle altre strutture aziendali. La perturbazione, accompagnata da pioggia battente e raffiche di vento che hanno raggiunto i 120 chilometri orari, ha investito un’area molto vasta della provincia, colpendo, tra gli altri, i territori di Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Galliera, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, Castel Guelfo di Bologna e Castel San Pietro Terme. A provocare i danni non è stata la grandine, ma soprattutto la straordinaria violenza del vento, che ha abbattuto le colture più alte e danneggiato gravemente frutteti e strutture agricole.

Particolarmente pesante, dice Coldiretti, è la situazione nei campi di mais, che in numerosi appezzamenti “risultano completamente allettati o rasi al suolo. Per le aziende agricole questo significa il rischio concreto di perdere una parte consistente, se non la totalità, della produzione presente sui terreni colpiti”. Poi “gravi conseguenze” si registrano anche nei frutteti della pianura bolognese. Negli impianti orientati nella direzione delle raffiche sono state abbattute piante e interi filari. Dove il vento non ha colpito frontalmente, le violente oscillazioni hanno comunque sottoposto le piante a una vera e propria “scrollata”, causando la caduta dei frutti e danneggiando quelli rimasti sui rami. Colpite dal maltempo tutte le principali produzioni frutticole del territorio: pere, mele, susine, pesche e nettarine, colture in una fase particolarmente delicata, con produzioni già in raccolta oppure prossime alla maturazione.

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