Rendere sempre più sostenibile e tutelare il territorio attorno alla Campigna. E’ l’obiettivo che si è posto Legambiente, circolo Alto Bidente, che lancia un appello a tutte le istituzioni per rilanciare il comprensorio della Campigna dal punto di vista ambientale e turistico. Un rilancio che non può puntare solo sulle attività invernali, considerati i cambiamenti climatici e la presenza di turisti tutto l’anno nella zona. Le proposte per il rilancio sono state presentate in Provincia da Enzo Valbonesi, presidente del Circolo Alto Bidente e da Francesco Occhipinti, direttore regionale di Legambiente.
Impianto di risalita
Presente anche il vicepresidente della Provincia, Roberto Cavallucci, che ha illustrato le tempistiche in merito al nuovo impianto di risalita di Monte Falco che sarà attivo dal 2027. «Si tratta della sostituzione di un impianto obsoleto con uno nuovo, che dal punto di vista ambientale non avrà praticamente nessun impatto diverso. Oggi il progetto, finanziato dalla Regione con un milione di euro, dopo un lungo esame ci ha permesso di avere il consenso del Parco nazionale e dei carabinieri. Ora dobbiamo scegliere a chi affidare i lavori che saranno realizzati nell’arco del 2026 per averlo pronto per la stagione invernale del 2027».
Tutela e rilancio turistico
Legambiente dopo un confronto sulle problematiche principali del territorio con il Comune di Santa Sofia, l’Ente parco, l’Ufficio territoriale per la biodiversità per le riserve naturali dello Stato e l’amministrazione provinciale, ha formulato una serie di proposte. «Il territorio intorno a Campigna è l’area di maggiore ricchezza naturalistica, un’area frequentata da turisti tutto l’anno, una risorsa per il Bidente e un biglietto da visita per il Parco. Il primo problema da risolvere è quello di migliorare la fruibilità dei parcheggi – ha spiegato Enzo Valbonesi – che in alcuni periodi sono pieni, utilizzando magari pulmini elettrici per evitare emissioni inquinanti. I due parcheggi presenti in zona potrebbero inoltre essere organizzati in maniera diversa, magari automatizzata come in altre realtà. anche la messa in sicurezza delle strade con dei problemi è fondamentale». Valbonesi ha poi evidenziato che sul fronte delle strutture ricettive, oltre ad alberghi e ristoranti, sono presenti edifici praticamente inutilizzati che potrebbero essere sfruttati come punti di sosta per gli escursionisti o adibiti a strutture ricettive per chi frequenta la montagna e pratica trekking. Infine, c’è l’aspetto della tutela ambientale che prevede principalmente l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili.
Intesa fra enti e privati
«In questi anni è mancata la sinergia tra i vari enti – ha sottolineato Valbonesi –. Secondo noi serve un piano pluriennale che affronti una serie di problemi e che dia credibilità al territorio per avere finanziamenti. C’è la necessità di impegnarsi di più per dare vita a un piano programmatico al quale partecipino vari enti e soggetti privati. Occorre fissare degli obiettivi, definire chi fa cosa e chi mette le risorse». Su questo punto Francesco Occhipinti ha aggiunto: «L’intesa fra gli enti è fondamentale per arrivare ad avere qualche proposta concreta per il territorio. I flussi turistici vanno gestiti tutto l’anno, i suggerimenti dell’Alto Bidente sono importanti anche per evitare disagi a chi vive in quei territori». Le proposte di Legambiente verranno illustrate alla cittadinanza venerdì prossimo alle 20.30 a Santa Sofia nella sala Pertini.