“Forlì ha la forza e la capacità per essere protagonista di un confronto sul futuro del sistema fieristico romagnolo, nonostante la difficile situazione in cui versa il suo quartiere espositivo”.
Lo sottolinea Legacoop in una nota: “Sappiamo che il sindaco Zattini e l’assessore Cicognani hanno sempre dedicato attenzioni non residuali alla questione e che gli importanti risultati dell’accordo del 2014 sul Macfrut tra Ieg e di Cesena Fiera sono stati rafforzati dal gemellaggio con Fieravicola. Chiediamo quindi loro di attivare un confronto pubblico sul tema, a cui possano partecipare le imprese del territorio, per il tramite delle Associazioni che le rappresentano È giunto il momento di provare a decidere, insieme, cosa fare della Fiera di Forlì e della sua struttura. È giunto il momento di decidere se avviare percorsi che a noi paiono inevitabili, come la fusione con la Fiera di Cesena e la collaborazione strutturata con quella di Rimini”.
Continua Legacoop: “Il sistema fieristico romagnolo ha forti potenzialità di crescita, all’interno di un sistema fieristico italiano che è quarto nel mondo, dopo Cina, Stati Uniti e Germania. Ma il contesto non è favorevole, tra dazi, incertezze e prospettive in calo. Le prossime fiere dovranno, per forza di cosa, crescere anche all’estero, e in particolare al di fuori dell’Europa, in paesi come USA, Brasile, Cina, Emirati Arabi Uniti, Messico, Sudafrica e Thailandia. Un obiettivo, questo, cui sta concorrendo anche il Governo, in accordo con il sistema imprenditoriale e con le Associazioni che lo coordinano e rappresentano. Forlì non può limitarsi ad attendere che la Corte dei Conti sancisca la volontà di procedere con la liquidazione di una società che, anche grazie agli sforzi dell’Amministrazione comunale e del presidente Roccalbegni, negli ultimi anni ha migliorato le proprie prestazioni, pur senza raggiungere le soglie di fatturato imposte dalle norme che regolano le società pubbliche partecipate. Le cooperative aderenti a Legacoop chiedono di superare definitivamente la visione campanilistica di un settore, come quello fieristico, che dalla passività e dal campanilismo sa di dover stare lontanissimo”.