L’inflazione vola al 5,4% e il Pil si ferma. Non a “zero virgola”, come negli ultimi anni, ma proprio a zero; i salari crescono meno dei prezzi (+2,5% contro 4,2%).
Nel giorno dei dati Istat di ottobre, che certificano le nubi sull’economia italiana, la sintesi del capo dello Stato Sergio Mattarella è stata perfetta: “L’inflazione e una dinamica salariale inoperosa aggrediscono il tenore di vita dei cittadini, spinti da conflitti geo-economici e geo-politici”. E da una Legge Finanziaria 2027 inadeguata, si potrebbe aggiungere.
Non a caso giusto una settimana fa Legacoop, aveva denunciato come la Romagna stia vivendo con forte preoccupazione questa fase così complessa per l’intero Paese, in un clima negativo che coinvolge le famiglie, tutte le Istituzioni e, naturalmente, l’intero sistema imprenditoriale.
È bene affermarlo senza indugio: l’inadeguatezza delle risposte fornite dalla Legge Finanziaria che ha appena iniziato il suo iter parlamentare, alimenta preoccupazione e frattura sociale anche in Romagna, oltre che nelle parti del Paese che continuano a registrare manifestazioni di piazza ben più violente di quelle che, anche in questi giorni, gli studenti romagnoli stanno organizzando.
I 26 miliardi della manovra varata dal Consiglio dei Ministri ripropongono il noto metodo: proroghe, agevolazioni, interventi per categorie.
La moltiplicazione dei destinatari e la frammentazione delle misure ne attenuano l’effetto nella vita delle persone. Si pensi, ad esempio, ai finti interventi sulle accise, cui assistiamo, per altro, giá dalla scorsa estate.
Il limite politico è qui. La scarsità delle risorse renderebbe indispensabili una visione e una programmazione di lungo periodo, che, invece, manca totalmente.
In queste condizioni, la prossima manovra rischia di consegnare agli italiani una libertà assai circoscritta.
Qualcuno potrá personalizzare la targa dell’auto (non tutti potranno permetterselo), ma resteranno inalterati timori diffusi e trasversali, con la percezione sempre più radicata che il Paese sia davvero davanti al baratro.
Chi opera nei settori economici trainanti per la Romagna, lo sta toccando con mano: l’agroindustriale, la pesca, ma anche la logistica, i servizi, la Grande distribuzione organizzata e tutte le filiere industriali legate al trasporto su gomma, interessate dal maggiore aumento del carburante degli ultimi anni. Imprese e lavoratori che avrebbero meritato un atteggiamento strutturale e non emergenziale, che, invece, mancherá anche nel 2027.
Insomma, sarebbe servito altro ed invece ci ritroviamo di nuovo con le “non scelte” della prossima Legge Finanziaria.
E se le parole di preoccupazione e di verità del Presidente Mattarella sono perfettamente coerenti con il pensiero di tanti romagnoli - certamente dei soci e dei dipendenti delle cooperative aderenti a Legacoop - fatichiamo anche solo ad immaginare quale possa essere l’impatto di tali incertezze per gli italiani che vivono in territori più fragili – per servizi e qualità della vita – del nostro.
Come cittadini, ad esempio, prima ancora che imprenditori, viviamo i tagli alla sanitá e l’assenza di politiche incisive per la casa, con grande preoccupazione e con una oggettiva incredulità.
L’appello che Legacoop Romagna lancia ai parlamentari eletti nel territorio è quindi facile e diretto: partendo dalle considerazioni del Presidente della Repubblica, per favore, attraverso gli emendamenti ed interventi, provate ad utilizzare meglio le poche ma importantissime risorse che la Legge Finanziaria mette a disposizione. I romagnoli ve ne saranno grati.