FORLI’. «La realizzazione di un nuovo invaso romagnolo è una delle priorità e delle linee d’azione condivise in Romagna Next, il percorso di pianificazione strategica interprovinciale che ha unito i territori di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna e tutti i Comuni del crinale. Non c’è alcuna novità in questo senso. Nel documento di lavoro promosso e coordinato dai sindaci di Forli, Cesena, Rimini e Ravenna, lo abbiamo messo nero su bianco, proprio perché l’aumento della capacità di stoccaggio della risorsa idrica era ed è una priorità per chi governa i nostri territori».
A intervenire nel dibattito sul futuro dei fabbisogni idrici romagnoli è il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, che nella giornata di ieri ha visitato la diga di Ridracoli e incontrato il Presidente di Romagna Acque, Fabrizio Landi, con una delegazione della giunta forlivese.
«Ridracoli è un capolavoro. Più del 50% del fabbisogno idrico romagnolo viene soddisfatto da questa preziosa infrastruttura. Parliamo di circa 1 milione di persone che durante il periodo estivo, con la forte pressione della riviera, raddoppiano. Quando venne costruita, ci fu addirittura chi pronosticò le peggiori catastrofi naturali. Oggi possiamo dire che senza questo invaso e la lungimiranza politica di chi all’epoca lo volle, più della metà della Romagna avrebbe sete. Con questa storia alle spalle, il ragionamento che dobbiamo fare da qui ai prossimi anni, è duplice: va benissimo il potenziamento della galleria di gronda con nuovi punti di captazione lungo il fiume Rabbi, ma ci vuole qualcosa di più. Questo genere di intervento non è sufficiente a soddisfare il bisogno idrico di lungo periodo. Bisogna ragionare a qualcosa di più grande, a un nuovo invaso che sia capace tra cinquant’anni di rispondere in maniera concreta al crescente bisogno di acqua di tutta la Romagna. Credo che sia giunto il momento di farlo tutti insieme, mettendo a terra obiettivi chiari e condivisi e con il sostegno imprescindibile di Romagna Acque».