Giro d’Europa completato. Missione compiuta. Unendo la passione per i viaggi e il forte senso di appartenenza alla comunità europea (ambito nel quale lavora vivendo all’estero da anni), la forlivese Giulia Bonetti ha barrato anche l’ultima casella. Con il ritorno da Cipro qualche giorno fa la giovane ha visitato tutti i Paesi che compongono l’Unione europea. «Era un obiettivo che avevo in mente – spiega Giulia Bonetti –: vedere tutti i paesi dell’Unione Europea. Negli ultimi tre mesi mi sono dedicata con particolare intensità a questo progetto, visitando Bulgaria, Croazia, Malta, Svezia e infine Cipro. Come sempre, è stato tutto realizzato utilizzando le ferie dal lavoro: in alcuni Paesi sono riuscita a fermarmi una settimana, in altri ho organizzato weekend lunghi sfruttando i ponti. Dal punto di vista organizzativo è stato piuttosto impegnativo, ma ho deciso di dare priorità a questo obiettivo e di costruire questi mesi attorno ai viaggi».
Non nuova a imprese e avventure che abbiano viaggi come comune denominatore: la 33enne forlivese ha dapprima concluso in due anni la visita alle sette meraviglie del mondo, poi si era imbarcata per una vacanza alternativa nell’Antartide, il Polo Sud, aggregata come turista a un gruppo su una nave, insieme anche a scienziati che stavano svolgendo esperimenti in quel Continente.
«A differenza di altri traguardi che mi ero posta in passato, questo ha una storia molto più lunga – riprende Giulia –. È un percorso iniziato inconsapevolmente da bambina, viaggiando con i miei genitori, e che poi è proseguito negli anni fino a completarsi oggi. Per questo lo sento meno come un “obiettivo” e più come la chiusura di un cerchio. La motivazione, però, è forse la cosa più importante. Dopo aver viaggiato in tanti angoli del mondo, mi sono resa conto che volevo colmare tutti i “vuoti” che ancora avevo nel continente che considero casa. Mi sembrava quasi un paradosso conoscere luoghi lontanissimi e avere ancora lacune proprio in Europa. Questa scelta è strettamente legata anche alla mia esperienza personale. Negli ultimi dieci anni ho vissuto in diversi Paesi europei: Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e oggi Germania. Con il tempo mi sono accorta di identificarmi sempre di più come “europea”. Spesso si sente parlare di “cittadini del mondo”. È una definizione che capisco, ma che personalmente sento un po’ troppo ampia. Ho avuto la fortuna di visitare moltissimi Paesi, ma non credo che mi sentirei altrettanto “a casa” ovunque nel mondo. Allo stesso tempo, dopo tanti anni vissuti all’estero, non mi sento nemmeno soltanto italiana. L’identità, per me, si è evoluta insieme alle esperienze».
Amore per i viaggi, ma anche considerazioni più profonde che si intrecciano con i modi di vivere attuali. «Credo che siano temi destinati a diventare sempre più centrali: mobilità internazionale, migrazioni, globalizzazione, appartenenza. Viaggiare, in questo senso, non è solo collezionare destinazioni, ma anche capire meglio chi siamo, come cambiamo e a quali comunità sentiamo di appartenere. Penso che questa consapevolezza sia importante per diventare cittadini più completi e più responsabili, qualunque sia il gruppo in cui ci riconosciamo».