I 2mila chilometri del Babbo Natale di Forlì sulla slitta turbodiesel: “Il premio è strappare un sorriso ai bimbi”

Forlì

«Lo scopo del mio viaggio? Strappare più sorrisi possibili ai piccoli che incontro». Davide Marchetti, l’artigiano forlivese prestato alla solidarietà, è appena rientrato dall’ennesima spedizione natalizia, che l’ha visto peregrinare da nord a sud della Penisola, accompagnato da un poker di elfi romagnoli. Il volontario ha percorso 2mila chilometri in pochi giorni a bordo di una slitta turbodiesel, con in testa un’idea meravigliosa: portare doni a tanti minori in difficoltà, ammalati o disabili. E’ un impegno che porta avanti imperterrito da almeno 30 anni, sostenuto dagli amici del Gruppo di preghiera “Padre Pio” di Santa Maria del Fiore, da lui fondato nel 1995.

I messaggi

Marchetti ha risposto a decine di letterine, tutte recapitate, scansionate, alla sua casella gmail. «Caro Babbo Natale – gli ha scritto una minore ricoverata in un centro pugliese – vorrei tanto ritornare a casa dai miei fratellini, così la mamma smette di piangere per me. Puoi farmi questo regalo?». Il singolare pellegrinaggio ha visto l’apice il 22 dicembre scorso in oncologia pediatrica della “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, in Puglia. Nel policlinico inaugurato dallo stesso San Pio da Pietralcina nel 1956, Davide ha incontrato una decina di minori obbligati a trascorrere il Natale in ospedale a causa della gravità della malattia. Fra questi anche il piccolo leucemico assistito dalla giovane madre, che ha fortemente richiesto il suo intervento in ospedale.

«Non vediamo l’ora che tu venga a trovarci – ha scritto nella lettera – perché siamo certi che, grazie anche al tuo dono e alla tua attenzione, troveremo la forza per superare questa battaglia».

L’emozione

Alcuni sanitari presenti alla visita del Babbo Natale forlivese hanno raccontato toccanti episodi occorsi nei circa 20 anni di vita del reparto. Come il fatto delle tante mamme che non resistono dal ritornare periodicamente nel luogo di degenza dei loro piccoli, per rivedere le stanze dove il figlio ha strenuamente lottato per la vita.

«Vengono anche genitori di creature che non ce l’hanno fatta – dichiara commossa un’infermiera – per riconoscenza del calore e l’affetto ricevuti». Sempre a San Giovanni Rotondo, Davide ha visitato il centro socio-riabilitativo “Emma Francavilla” e, a seguire, l’onlus “Il Cireneo”, fondata dai genitori di Matteo Colella, il giovane miracolosamente guarito nel 2003 dalla meningite fulminante per intercessione di Padre Pio.

La terza età

Marchetti anche quest’anno ha dilatato il suo impegno, andando a toccare alcune strutture per anziani. «Grazie Babbo Natale, tu ci porti la gioia», è stato il saluto di un ospite della “Casa Padre Pio” di San Giovanni Rotondo. L’ultima tappa della spedizione natalizia del volontario forlivese è stata Castel del Piano, alla periferia di Perugia, dove ha incontrato ospiti ed operatori del Centro diurno socio-riabilitativo “Casa della Misericordia” e della Casa di Quartiere “Padre Pio”. In entrambi i casi ha recato doni, elargendo anche tanta gioia e calore, con l’immancabile sorriso.

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