Galeata, la minoranza lascia il Consiglio e scrive al Prefetto

La minoranza del Comune di Galeata ha inviato una comunicazione ufficiale al Prefetto e ai carabinieri contro la maggioranza guidata dalla sindaca Francesca Pondini, accusandola di comprimere le opportunità offerte ai consiglieri di opposizione di poter partecipare alle decisioni dell’ente. Per questa ragione, i tre consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula durante l’ultimo consiglio comunale in segno di protesta. «Nel corso dell’ultimo consiglio comunale – spiegano attraverso una nota congiunta Sara Quadrelli, Donatella Nuti e Giorgio Ferretti – i consiglieri comunali di minoranza hanno nuovamente rappresentato la grave e reiterata assenza, negli ordini del giorno delle sedute consiliari, di spazi dedicati a comunicazioni, interrogazioni e interpellanze». Secondo i consiglieri di minoranza, dall’ultima seduta ordinaria del 31 dicembre 2025 a oggi, dunque in cinque mesi, sono stati convocati soltanto due consigli comunali, entrambi dedicati esclusivamente ad atti contabili: il primo (quello di giovedì sera, ndr), per l’approvazione del rendiconto di gestione 2025, il secondo, il 27 febbraio, per il bilancio di previsione 2026-2028. In nessuna delle due occasioni l’opposizione ha potuto portare all’attenzione dell’assemblea altri temi. «A noi della minoranza non è stato concesso di presentare una singola interpellanza, una mozione, un’interrogazione su qualunque altro tema che riguardi questo Comune – spiegano –. Pur prendendo atto della disciplina regolamentare relativa alle sedute dedicate al bilancio o al rendiconto, rileviamo come il reiterato ricorso a tale modalità organizzativa stia determinando, nei fatti, una prolungata compressione delle prerogative ispettive e di controllo attribuite ai consiglieri comunali di minoranza».

I consiglieri di opposizione lamentano, poi, criticità nell’accesso alla documentazione amministrativa dell’Ente, con conseguente difficoltà nell’esercizio pieno e autonomo del mandato consiliare. Contestano, inoltre, le modalità con cui, nell’ultima seduta, sono state presentate modifiche allo Statuto comunale, la legge fondamentale dell’ente. «Anche se queste sono state indicate dal Ministero dell’Interno – spiegano – la maggioranza le fa passare senza un’informazione preventiva, senza confronto, senza un testo chiaro. Una proposta di deliberazione che cita “vari articoli”, senza dire quali, che modifica norme senza mostrare il prima e il dopo. Chiamarla mancanza di trasparenza è un eufemismo». Netta la replica della sindaca Francesca Pondini, che respinge punto per punto le accuse. «Sostenere che le ultime sedute del Consiglio comunale di Galeata siano state “blindate”, qualunque cosa voglia dire questa espressione, è quantomeno discutibile» afferma.

La prima cittadina rivendica la correttezza della programmazione seguita e ricorda che «sono stati i regolamenti stessi, approvati dal Consiglio, a prevedere la sospensione delle attività di controllo nelle sedute dedicate a bilancio e rendiconto».

Sulle prerogative ispettive, Pondini è categorica: «Le prerogative ispettive dei consiglieri sono sempre garantite – prosegue –: interrogazioni e interpellanze possono essere presentate in ogni momento. Pare invece che qualcuno preferisca sollevare questioni improvvisate in sede di Consiglio, creando soltanto incomprensioni e disinformazione».

Anche per quanto riguarda le modifiche statutarie, la sindaca nega qualsiasi opacità procedurale e conclude ribaltando l’accusa di strumentalità: «dovrebbe essere rivolta ad iniziative estemporanee come quelle assunte dalla minoranza dal momento che ad essa non è precluso l’esercizio di alcuna prerogativa prevista dall’ordinamento».

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