Forlimpopoli. Polo Amadori, raccolte oltre 1.600 firme. «Serve un vincolo contro la produzione»

Sono oltre 1600 le firme raccolte per tenere alta l’attenzione sul progetto del colosso Amadori a Forlimpopoli con l’obiettivo di avere la certezza che si occupi esclusivamente di logistica con controlli serrati rispetto ai valori legati all’inquinamento. L’associazione per la salvaguardia e la tutela del territorio, promotore dell’ iniziativa, chiede ora un incontro con il Prefetto. «Sarà occasione per spiegargli quello che stiamo facendo – spiega Gianfranco Montaletti, presidente dell’associazione per la Salvaguardia e tutele del territorio di Forlimpopoli - visto che per la raccolta delle firme occupiamo suolo pubblico e abbiamo incontrato in questo senso qualche difficoltà. Per questa ragione, molte attività si sono rese disponibili per la raccolta delle firme a testimonianza che l’argomento è molto sentito dalla comunità e che non hanno paura ad esporsi». Gli animi non si sono rasserenati nemmeno dopo che, qualche giorno fa, la sindaca di Forlimpopoli Milena Garavini ha indetto una conferenza stampa per chiarire alcuni aspetti. A preoccupare i residenti è il fatto che, nonostante a dicembre l’azienda abbia pubblicamente dichiarato la volontà di destinare la struttura esclusivamente alla logistica escludendo dunque la produzione, questa scelta possa essere messa in discussione in futuro e per questo chiedono all’amministrazione comunale di porre un vincolo. «Se la sindaca vuole bene ai suoi cittadini, visto che il sindaco è il primo responsabile della loro salute, chiediamo che ponga un vincolo perenne a tutela della salute dei suoi concittadini – sottolinea Montaletti - affinché, un domani, l’azienda non abbia la possibilità di tornare sui suoi passi e facendo anche produzione». In questo senso, nell’incontro di martedì scorso, la prima cittadina aveva affermato che «una volta che l’ azienda (Amadori ndr) formalizzerà l’ accordo, i suoi contenuti saranno vincolanti. Se l’ azienda volesse cambiare idea, dovrebbe ricominciare tutto l’ iter da capo poiché ciò che viene approvato è vincolante a tutti gli effetti». La petizione mira, dunque, a blindare la promessa di dedicare l’impianto meramente alla logistica mettendola nero su bianco. «Ad oggi – spiega Montaletti – sul sito del Comune c’è il progetto iniziale che prevede anche la parte produttiva. Se la sindaca ha delle novità in questo senso, chiediamo che vengano pubblicate formalmente. Dove sono le carte che dicono questo? È importante che lo faccia sia per i cittadini sia per chi può avere interessi di parte». Altra battaglia è, poi, quella contro l’inquinamento rispetto alla quale l’associazione tira in ballo anche la Regione. «I parametri relativi all’inquinamento dell’aria utilizzati fino adesso sono sbagliati perché non sono adeguati alle vigenti normative europee in tema di emissione di CO2 e di polveri sottili. La Regione, nonostante una lettera da parte dell’associazione medici per l’ambiente “Isde” dove chiedono a Bonaccini di adottare delle soglie inferiori, non ha ancora recepito la richiesta». La raccolta delle firme è, dunque, solo il primo passo compiuto dall’associazione forlimpopolese che promette di non fermarsi.

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