Forlimpopoli. I residenti di via Paganello: «Ostaggi dei lavori»

Forlì

I residenti di via Paganello si sentono ostaggio dei lavori in corso per la costruzione della nuova arteria stradale di collegamento veloce. La strada, infatti, è stata chiusa prima della realizzazione della bretella di collegamento alla rotatoria San Leonardo, chiudendo anche il sottopasso pedonale che in pochi minuti permetteva ai residenti di raggiungere in bicicletta il centro della cittadina artusiana. Ora, dunque, gli abitanti sono obbligati a dover prendere sempre la macchina e percorrere diversi chilometri, in direzione Forlì, per poter così raggiungere la via Emilia, o in alternativa la zona industriale Villa Selva, e da lì fare ritorno verso Forlimpopoli. Un tragitto che, di fatto, azzera la possibilità di spostarsi a piedi.

Le criticità

Non è questo l’unico disagio a cui sono sottoposti i cittadini che, da mesi, hanno denunciato la situazione che stanno attraverso Pec, indirizzate sia al Comune di Forlimpopoli che alla Regione ma anche al Prefetto, per sollecitare una soluzione. «I residenti di via Paganello non sono assolutamente contrari alla realizzazione della nuova strada di collegamento veloce, opera strategica per il territorio – scrivono in una delle Pec inviate – . Ciò che contestiamo è la gestione inadeguata e irresponsabile: la bretella di collegamento con via Paganello doveva essere completata contestualmente all’apertura della nuova arteria. Oggi, per la mal gestione dell’amministrazione comunale, ci troviamo in una segregazione forzata, senza alternative praticabili, senza sicurezza e senza certezze».

Isolamento

A pesare su chi vive nella via è, in particolare, l’isolamento, soprattutto pedonale ma anche una serie di problematiche legate alla viabilità. I residenti segnalano pericoli e disagi legati alla dimensione ridotta della carreggiata, buche, bordi ammalorati, scarsa segnaletica e illuminazione oltre alla velocità elevate dei mezzi in transito. Gli anziani, soprattutto chi utilizza i deambulatori per potersi muovere e le famiglie con bambini sarebbero i più penalizzati perché costretti a prendere sempre la macchina in quanto le strade non sono praticabili in bicicletta, come la via San Giuseppe mentre la strada che attraversa Sant’Andrea è mal ridotta, non illuminata, mancante della segnaletica orizzontale oltre che transitata da automezzi di grossa portata e stretta. I residenti di via Paganello, in diverse occasioni, hanno chiesto all’amministrazione comunale, anche attraverso la raccolta di firme, di installare dispositivi per il controllo della velocità che, al momento, sono caduti nel vuoto.

Il rischio

A testimoniare la pericolosità per chi si muove a piedi o in bici è quanto accaduto qualche settimana fa: il 21 gennaio scorso, si legge in una pec inviata dai cittadini, «un residente di via Paganello non vedente è stato sfiorato da una macchina che sfrecciava a velocità sostenuta per fortuna senza gravi conseguenze fisiche. Il contatto ha causato la rottura del bastone bianco, il dispositivo di cui si avvalgono le persone non vedenti».

La replica

«La realizzazione delle bretelle è attualmente prevista nel corso del 2026 – ha replicato l’amministrazione comunale –. Le tempistiche del procedimento non dipendono unicamente dalla volontà dell’amministrazione comunale dal soggetto attuatore ma sono strettamente subordinate all’acquisizione di pareri, nulla osta e valutazioni tecniche da parte di amministrazioni ed enti terzi senza i quali non è giuridicamente possibile procedere».

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