Forlì. “Vivo sotto i portici con Masha perché non voglio lasciarla in canile. Chiedo un piccolo spazio per noi”

Sotto i portici del centro di Forlì, stretti in un groviglio di coperte, un uomo e la sua cagnolina affrontano insieme le notti più gelide dell’inverno. Tony ha 43 anni, vive per strada e ogni notte affronta il gelo insieme all’unica famiglia che abbia mai avuto: Masha, una cagnolina di 3 anni. Purtroppo in città non ci sono strutture per senza fissa dimora che accolgano anche animali. Così quando a Tony è stata offerta la possibilità di dormire al caldo, in un letto, ma lasciando la sua amata Masha in canile, lui non ha esitato un secondo e ha rifiutato. Lei, del resto, è tutta la famiglia che abbia mai avuto.

L’addio alla Sicilia

La storia di Tony è straziante e comincia in un orfanotrofio. Senza genitori che potessero guidarlo, ha dovuto imparare tutto da solo, sbagliando e rialzandosi. Vent’anni fa ha lasciato la Sicilia nella speranza di trovare altrove quella svolta che ancora non è arrivata. Ha girato l’Italia, ha lavorato come giardiniere e imbianchino. Poi è arrivato il Covid, che ha mandato in frantumi quella fragile normalità che a fatica si era costruito. «Dal 2007 al 2014 - racconta - avevo trovato un lavoro che mi dava speranze: le gare online di automobilismo virtuale. Partecipavo ai campionati riuscendo, in alcuni tornei, a vincere soldi veri e attrezzature da gaming». Era diventato, di fatto, un secondo lavoro, un mondo digitale che gli regalava obiettivi e dignità. Ora non ha più un posto dove giocare, e quel mondo è sfumato insieme a tutto il resto. «Vivo un incubo dal quale mi sembra di non uscire più - dice -. Ormai non mi aspetto più nulla, sono sfiduciato e spesso mi fa male l’indifferenza delle persone».

L’arrivo in Romagna

Dopo mesi trascorsi per strada a Firenze, dove è stato aggredito, Tony ha deciso di spostarsi in Romagna. «Sono a Forlì da un mese e mezzo - racconta quando lo incontriamo nel chiostro di San Mercuriale -. Ultimamente mi sono spostato in zona Musei San Domenico, sotto il porticato di un palazzo. Ho chiesto ai condomini se potevo stare lì e mi permettono di rimanere. Io non do fastidio, nella mia vita ho fatto degli errori quando ero giovane ma non ho mai fatto del male a nessuno». Con le temperature in picchiata e le previsioni di neve dei prossimi giorni, a Tony e Masha non resta che stringersi l’uno accanto all’altra, ancora una volta, cercando riparo dove possono. Il loro è un legame indissolubile, più forte del freddo e delle comodità. «Io penso sempre prima a lei che a me», assicura. Masha, infatti, a differenza del padrone è ben nutrita e ha due caldi giubboni che la proteggono dal freddo. «Masha deve stare bene- sottolinea -, se rimane anche per me va bene altrimenti è lo stesso». Per chi dalla vita non ha avuto nulla, nemmeno una famiglia, è difficile sperare ancora che le cose possano cambiare, che la vita possa riservargli un riscatto. Per Tony risulta quasi difficile, persino, formulare un desiderio.

L’appello

«Vorrei uno spazietto dove stare con Masha e iniziare a riprenderci in mano la vita - afferma dopo qualche secondo con lo sguardo illuminato, per un fugace attimo, dalla speranza -. In passato ho fatto il giardiniere e l’imbianchino. Purtroppo non posso stare per molte ore piegato perché ho tre vertebre schiacciate ma sono disposto a fare lavoretti e il tuttofare». L’appello è rivolto a chiunque possa offrire un aiuto concreto a partire dalla cosa più urgente visto il freddo di questi giorni: una sistemazione da convivere con la cagnolina. Se è vero che dietro ogni persona senza fissa dimora c’è una storia che spesso viene ammutolita dalla solitudine e l’isolamento, quella di Tony e Masha parla di fedeltà, dignità e speranza. Una storia profondamente umana, che merita di uscire dall’ombra dei portici e il cui lieto fine dipende da chi non resterà loro indifferente e sceglierà di tendere loro una mano. Per contattare Tony, chiamare il n. 327 8370246.

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