Domani alle 11, la piazzetta Primo Levi (antistante il Centro Donna di via Tina Gori, 58) si trasformerà in un presidio di denuncia e solidarietà. L’iniziativa si inserisce in una mobilitazione naziZZonale che coinvolgerà oltre 100 piazze italiane, nate dalla spinta della rete Dire (Donne in rete contro la violenza), per contrastare il disegno di legge sulla violenza sessuale attualmente in discussione in Parlamento. Al centro della protesta c’è il cosiddetto Ddl Bongiorno, una proposta di riforma che ha sollevato un’ondata di critiche da parte di centri antiviolenza, giuriste e movimenti femministi. Il punto critico è l’eliminazione del termine “consenso” dal testo base, sostituito da espressioni come “volontà contraria” o “dissenso”. Questa secondo gli organizzatori, non è una mera disputa terminologica, ma un cambiamento radicale che rischia di arretrare le tutele giuridiche per le donne e per le persone Lgbtqia+. Spostare il focus sulla “volontà contraria” significa, di fatto, far ricadere nuovamente sulla vittima l’onere di dimostrare di aver opposto resistenza. Al contrario, il principio che le piazze intendono ribadire è chiaro: solo un “sì” esplicito significa consenso, tutto ciò che non è un’adesione libera e consapevole deve essere configurato come reato.
«La violenza sessuale non è un evento isolato, ma un fenomeno strutturale radicato in rapporti di potere asimmetrici e in una cultura patriarcale ancora pervasiva – spiegano le realtà promotrici –. Ridurre la legge a un concetto debole di “volontà contraria” ostacola l’accesso alla giustizia e alimenta la vittimizzazione secondaria, rendendo ancora più difficile per chi subisce abusi trovare la forza di denunciare».
L’invito a partecipare è stato rivolto a tutta la cittadinanza, ai collettivi e alle singole persone che credono nel diritto all’autodeterminazione. Gli organizzatori chiedono di non portare bandiere di partito, ma di animare il sit-in con cartelli e striscioni che riportino i contenuti e i messaggi della mobilitazione.
Le realtà aderenti a Forlì sono: Amnesty International Forlì, Anpi Forlì-Cesena, Arci Forlì, Associazione “Luciano Lama”, Cgil e Uil Forlì-Cesena, Cna Impresa Donna, Conferenza Democratiche, Acli, Federconsumatori, Fidapa Bpw, Forlì Città Aperta, Forum delle donne, Gruppo Ricerca Femminismi, Ipazia Libere Donne, Libera, Rea, Soroptimist, Tavolo Permanente contro la violenza, Udi, Un Secco No, VoceDonna, Alleanza Verdi e Sinistra Forlì-Cesena.