Forlì, vertice sulla “Zangheri” per parlare del futuro

Forlì
  • 25 ottobre 2026

Il futuro della casa di riposo “Pietro Zangheri” si conferma al centro dell’agenda cittadina, tra rassicurazioni sulle prospettive dell’istituto e tensioni relative all’organizzazione del lavoro. Un doppio fronte sindacale accende i riflettori sulla struttura forlivese, coinvolgendo l’amministrazione comunale e i principali rappresentanti dei lavoratori.

L’incontro

Sul piano istituzionale, in Municipio si è tenuto un vertice cruciale tra il sindaco Gian Luca Zattini, il presidente della residenza Patrizio Lostritto e il segretario generale della Uil Forlì, Enrico Imolesi. Al centro del confronto, richiesto dal sindacato, il cambio di ragione sociale della struttura e i timori di possibili privatizzazioni. La risposta delle istituzioni è stata netta: «Nessuna intenzione di promuovere esternalizzazioni di servizi, strutture e personale», ha dichiarato Zattini, sottolineando la volontà condivisa di tutelare il patrimonio umano della “Zangheri”. Soddisfazione è stata espressa da Imolesi, che ha evidenziato l’importanza di confermare la natura pubblica della struttura tramite il percorso verso un’Asp autonoma, frutto della sinergia tra Comune, Cda e Regione.

Il lavoro

Parallelamente, si alza l’attenzione sulle condizioni di lavoro nell’appalto del servizio pulizie. Filcams Cgil e Fisascat Cisl Romagna sono intervenute per fare chiarezza sulla vertenza in atto, segnalando problematiche concrete: gestione complessa dei turni, difficoltà nella programmazione dei riposi settimanali, ricorso al lavoro supplementare per il personale part-time e incongruenze nella documentazione contrattuale. Le due sigle, presenti all’incontro sul cambio d’appalto del 22 settembre scorso, hanno già formalizzato una richiesta di confronto con l’azienda. Non manca una stoccata polemica rivolta ad altre organizzazioni: «Ci stupisce l’uscita pubblica di chi tenta di intestarsi battaglie già avviate da chi ha seguito concretamente la vicenda, pur non essendosi presentato ai tavoli ufficiali – attaccano Cgil e Cisl –. Non ci interessano le vetrine mediatiche: i lavoratori chiedono risposte e dignità».

Tra la conferma della vocazione pubblica garantita dalla giunta e la tutela quotidiana dell’operatività interna, la vicenda “Zangheri” dimostra come la qualità dell’assistenza passi inesorabilmente attraverso la salvaguardia dei diritti di chi ci lavora.

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