Forlì, vertenza Electrolux, la Cgil: “Quadro inaccettabile, non siamo disponibili a negoziare gli esuberi”

Forlì
  • 04 settembre 2026

“Il confronto sul futuro dello stabilimento Electrolux di Forlì conferma un quadro per noi inaccettabile”.

Così la Cgil in una nota: “I dati aziendali indicano 297 eccedenze complessive, di cui 214 operai della produzione e 83 lavoratrici e lavoratori dello staff. Per il personale operaio produttivo si passerebbe dagli attuali 584 addetti a 370 nel 2028. Anche i volumi diminuirebbero in modo rilevante: i forni passerebbero da circa 1,129 milioni a 980 mila pezzi, mentre i piani cottura scenderebbero da circa 452 mila a 207 mila. Complessivamente, la produzione passerebbe da circa 1,58 milioni di pezzi a 1,187 milioni”.

Una serie di tagli che il sindacato contesta con forza: “Per la FIOM e la CGIL di Forlì Cesena questa non può essere la prospettiva industriale dello stabilimento. Il confronto deve servire ad aumentare volumi, investimenti e nuovi prodotti, non a gestire la riduzione dell’occupazione. Dopo gli approfondimenti svolti, è evidente che il piano presentato dall’azienda non rappresenta la discontinuità annunciata davanti al Ministero e alle Regioni. Electrolux aveva assunto l’impegno di garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e di presentare un piano realmente nuovo”.

La Cgil insiste per un forte coinvolgimento del Governo: “Ora la questione è politica. L’azienda deve chiarire se intende rispettare quegli impegni e il Governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità di farli rispettare. A Forlì esistono margini per una prospettiva diversa. La stessa Electrolux indica la possibilità di mantenere almeno 200 mila piani cottura e prevede nuovi prodotti e il rinnovo delle gamme AEG ed Electrolux tra il 2027 e il 2028. Queste indicazioni devono diventare impegni concreti e verificabili su volumi, investimenti, prodotti e occupazione. Come FIOM e CGIL non accetteremo che il recupero della competitività venga scaricato sui lavoratori attraverso riduzioni del costo del lavoro, peggioramenti delle condizioni o delocalizzazioni. Non abbandoneremo il tavolo, ma restare al tavolo non significa essere disponibili a negoziare gli esuberi. Il nostro obiettivo è impedire il ridimensionamento dello stabilimento e garantire a Electrolux Forlì una prospettiva industriale e occupazionale di lungo periodo”.

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