Forlì. Valmori: “Basta utilizzare gli alluvionati per fare campagna elettorale”

Forlì
  • 27 gennaio 2024

«Basta utilizzare gli alluvionati come strumento per la campagna elettorale. Sono stato accusato di non essermi mai schierato, ora mi schiero ma dalla parte del quartiere Romiti colpito dal dramma del maggio scorso, senza candidarmi». È chiaro Stefano Valmori, coordinatore del comitato di quartiere Romiti, all’indomani della nascita dell’associazione “Rinnova Forlì” che vede tra i suoi componenti anche la presidente del comitato Vittime del fango, Alessandra Bucchi. La notizia si è diffusa velocemente e la questione ha sollevato non poche polemiche da più parti, specie tra i cittadini che hanno vissuto in prima persona l’alluvione del maggio scorso. «Prima ancora che da coordinatore del quartiere, come cittadino che ha avuto 3 metri d’acqua in casa dico che a quasi 9 mesi dall’accaduto è ora di dire basta alle strumentalizzazione sulla disgrazia, questo vale sia per la sinistra sia per la destra - prosegue Valmori -. Siamo stanchi, rammaricati e in ginocchio tutto questo non ci serve. Abbiamo bisogno di fatti e di sincerità. Utilizzare gli alluvionati per la campagna elettorale, tra l’altro, rischia di sminuire il lavoro dei tanti volontari che si sono fatti in quattro per dare una mano e far ripartire la città colpita dalla furia del Montone». Lo stesso Valmori aggiunge: «Dopo mesi di polemiche, più o meno velate, alimentando chiacchiere sul sottoscritto e su chi non si schierava a prescindere contro una certa parte politica, stupisce apprendere dai giornali la notizia che riguarda la presidente del comitato, il quale si proponeva di rappresentare tutte le vittime dell’alluvione. Tanti discorsi sull’etica, sull’indipendenza, sulla necessità di tenersi lontani dagli schieramenti e poi ci si ritrova che la presidente di un comitato unitario prende apertamente un ruolo e una posizione in una vicenda che più politica non può essere, visto che si tratta di elezioni. Da alluvionato e da rappresentante del quartiere più alluvionato della città, non lo accetto e non lo accetto neanche dalle altre forze politiche, qualsiasi esse siano».

La replica di Bucchi

La presidente del Comitato unitario vittime del Fango, Alessandra Bucchi, dal canto suo afferma: «Ho partecipato ad un incontro per l’eventuale costituzione di una associazione culturale-politica ma, ad oggi, non si è deciso di formare alcuna lista politica né tantomeno si è valutata alcuna candidatura, né l’appoggio ad alcun candidato sindaco. Poiché ho ritenuto che l’incontro sia stato organizzato con l’intenzione di effettuare un percorso volto ad un confronto aperto sui bisogni della città e sulle soluzioni che si possono prospettare ho deciso di partecipare, con l’intenzione di ascoltare quanto detto e di effettuare una successiva valutazione. Le persone che hanno sottoscritto l’appello, non hanno dato vita a nessuna lista civica o partito, ma hanno condiviso la necessità di generare future idee finalizzate a far incontrare mondi diversi per stimolare una piattaforma programmatica da attenzionare alla politica cittadina. Né in passato né ora - conclude Bucchi - il mio ruolo di presidente del Comitato unitario vittime del fango è stata ed è collegata ad uno schieramento politico».

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