Forlì. Una slitta e sette husky, la passione di Stefania Ramponi per lo sleddog

Forlì

Mentre la città dorme ancora o si prepara per la cena, c’è chi sfida il buio e la fatica per inseguire un sogno che corre veloce sulla neve. Non è una storia comune quella della 44enne forlivese Stefania Ramponi, che ha deciso di trasformare il profondo amore per i cani approcciandosi a una disciplina come lo sleddog, ovvero percorrere sentieri innevati, per lo più in montagna, su slitte trainate appunto dai cani. Tutto è iniziato tra le mura di casa, con una passione per la razza husky che l’accompagna sin dall’infanzia. Quello che per molti è solo un desiderio infantile, per lei è diventata una missione e anche una sfida. Oggi, la sua “famiglia” conta ben sette splendidi esemplari, compagni di vita e di sport. I suoi amici a quattro zampe si chiamano Iluq, Berta, Dakota, Tagish, Tiba, Thompson e Alyeska. «Quella per gli husky è una passione che mi porto dietro fin da bambina, finalmente nel 2009 sono riuscita a prendermi la mia prima cagnolina, con la quale facevo lunghe camminate e praticavo trekking – racconta la forlivese –. Solo in un secondo momento mi sono avvicinata allo sleddog, diciamo con la seconda ondata di cani». I primi passi , o meglio le prime corse, sono avvenuti con lo scooter dog, una disciplina che vede il cane trainare un apposito monopattino. Ma il richiamo della slitta e dei grandi spazi innevati era troppo forte. La 44enne, quindi, passa ufficialmente allo sleddog, iniziando a collezionare presenze in diverse competizioni, fino al traguardo più prestigioso: la partecipazione alla recente Grande Odyssée in Francia, una delle gare più dure e spettacolari al mondo, dove uomo e natura si fondono in una sfida di resistenza pura. «Per il secondo anno consecutivo ho preso parte al primo trofeo con prologo (2 chilometri) e due tappe (27 e 11 chilometri), in sostanza ho percorso sulle Alpi francesi 40 chilometri con un dislivello di 960 e 460 metri con una slitta trainata da sei dei miei husky allenati da me – prosegue Stefania –. Si tratta di una sfida bellissima, specie per me visto che preferisco la media distanza, rispetto alle competizioni della “sprint” perchè mi permette di stare molto di più a contatto con la natura e di rimanere fuori con i miei cani». La competizione le ha consentito un buon piazzamento, che si aggiunge al successo dello scorso anno quando ha vinto la Vallelunga international sleddog race in val Venosta nella categoria sei cani. Ma come ci si prepara per le Alpi vivendo in Romagna? La risposta sta nel sacrificio e nell’ingegno. Senza neve a portata di mano per gran parte dell’anno, «anche se è sempre più difficoltoso praticare questa disciplina per la mancanza della dama bianca anche in montagna», l’allenamento si sposta su terra. La sveglia suona prestissimo, oppure ci si mette all’opera la sera tardi e dopo una giornata di lavoro. Al posto della slitta, viene utilizzato un quad a motore spento o frenato (a volte anche un kart), a cui vengono attaccati i cani per allenarne la forza e la resistenza. «È uno sport che richiede una dedizione totale e molti sacrifici – confessa Stefania –, porta via molto tempo e solitamente mi alleno 2-3 ore al giorno. E’ una sorta di impresa quotidiana, ma che regala molte gioie e la cosa più importante è che siano soddisfatti i miei meravigliosi husky».

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