Forlì, una mostra itinerante a 80 anni dal primo voto delle donne

La Festa dell’Unità di Vecchiazzano arricchisce il suo programma con una mostra dedicata alle donne a 80 anni dalla prima volta in cui hanno potuto esercitare il loro diritto di voto. La mostra, ideata e realizzata dalla segreteria territoriale del Pd forlivese, non vuole offrire una semplice retrospettiva ma mira piuttosto a tracciare un breve excursus storico incentrato sulla figura femminile in Italia e in Romagna durante il ‘900.

Attraverso i tredici pannelli esposti si vuole evidenziare il momento di passaggio in cui le donne, dapprima relegate ai lavori domestici e con un ruolo all’ombra degli uomini, iniziano a partecipare attivamente alla vita del Paese, sia in ambito lavorativo che come figure di primo piano della Resistenza. Punto di partenza sono, ovviamente, le votazioni del 1946 dalle quali si ripercorre a ritroso le tappe fondamentali che hanno portato a quel momento storico. Ampio spazio viene dato alle testimonianze raccolte nel territorio forlivese. Grazie ai documenti forniti dall’Istituto storico della Resistenza di Forlì-Cesena, vengono poi illustrate la volontà di azione e di emancipazione delle donne romagnole, dopo l’8 settembre 1943, con la loro partecipazione attiva nella Resistenza. Viene anche ricordato l’importante episodio della rivolta del 27 marzo 1944 quando moltissime donne forlivesi si opposero alla fucilazione di giovani renitenti alla leva dell’esercito repubblichino. Infine, nel momento di passaggio dalla Resistenza alla Repubblica, grazie ai dati forniti dal Centro di documentazione donna di Modena, viene fornito l’elenco preciso delle prime donne elette nei consigli comunali del forlivese nel 1946 e le loro rispettive cariche.

La mostra si chiude ritornando alla dimensione nazionale con le Madri Costituenti e il ricordo di Nilde Iotti e Tina Anselmi, le prime donne italiane ad accedere ai massimi vertici delle istituzioni italiane. Si tratta di una esposizione itinerante, che si chiude con un video, che nelle prossime settimane, sarà ospitata anche dalle altre feste del Pd realizzate negli altri quartieri. «Non è una mera operazione culturale di racconto storico – ha sottolineato Enrico Monti, segretario territoriale Pd forlivese -–ma una iniziativa per far riflettere rispetto a cosa vuol dire essere donna nel 2026 e come la politica possa fare la sua parte per far migliorare la condizione delle donne». «La strada tracciata, a partire dalle partigiane e le madri costituenti, ci ha consegnato un metodo di lavoro e di fare politica – spiega Lucia Bongarzone, portavoce reggente Conferenza delle Democratiche forlivesi –. Tante sono le battaglie fatte ma ce ne sono altre da fare per contrastare, ad esempio, le disuguaglianze nell’ingresso al lavoro, nella retribuzione e nella rappresentanza».

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