Forlì, un’intera famiglia va a donare il sangue: “Lunedì andiamo tutti e cinque”

Cinque poltrone del Centro trasfusionale del Morgagni-Pierantoni saranno occupate, lunedì mattina, dai membri della stessa famiglia.

Sdraiati l’uno accanto all’altro ci saranno Romeo Giunchi, la moglie Barbara e i loro tre figli maschi, Leonardo, Lorenzo e Ludovico, rispettivamente di 27, 26 e 18 anni. Una scelta condivisa da tutti, nella convinzione che un gesto semplice possa diventare un esempio per l’intera comunità. «Ludovico, il più piccolo, ha compiuto 18 anni il 7 settembre - spiega il padre, Romeo Giunchi -. Vedendo che tutti noi donavamo, ha scelto di farlo anche lui, così siamo riusciti a organizzare la visita di accettazione per gli aspiranti donatori».

Il decano della compagnia è proprio Romeo, 57 anni e donatore da quando ne aveva 20: quasi quattro decenni di appuntamenti con l’ago e la poltrona, passati poi alla moglie e ai figli. Barbara ha dovuto attendere: per anni il “ferro basso” le ha impedito di donare ma da qualche anno anche lei porge il braccio per il prossimo. I ragazzi, invece, si sono avvicinati all’Avis non solo attraverso l’esempio dato dai genitori ma anche a scuola, durante le presentazioni in quinta superiore. «I due figli più grandi li ho sempre accompagnati io alla prima donazione - ricorda Romeo - perché è innegabile che la prima volta un pizzico di timore c’è».

Se tutto andrà come previsto, la mattinata avrà anche un tocco di regia. Due dei cinque componenti faranno plasmaferesi, che richiede tempi più lunghi, mentre gli altri tre doneranno sangue intero, a distanza di circa un quarto d’ora l’uno dall’altro. Il risultato è che tutti e cinque si troveranno schierati sulle poltrone nello stesso istante. «In passato al massimo siamo andati in due insieme, in quattro non ci era mai capitato - prosegue - . Questa volta aspettiamo che ci sia anche Ludovico». Resta comunque il condizionale: fino alla visita della mattina stessa nessuno può essere sicuro di poter donare.

La storia dei Giunchi si inserisce in un territorio dove il dono è un’abitudine radicata e in crescita. Secondo i dati di Avis Comunale Forlì aggiornati al 30 settembre 2026, a Forlì e nel comprensorio le donazioni totali sono state 10.530, contro le 10.163 dello stesso periodo del 2025: 367 in più, pari a un aumento del 3,6%. Numeri che raccontano un sistema che regge grazie a una rete di volontari e a un ricambio generazionale che passa spesso dalle famiglie e dalle scuole, come nel caso dei Giunchi. Per Romeo, però, la solidarietà non si misura solo in cifre. «Il messaggio positivo è che la solidarietà può talvolta non interessare solo il singolo, ma coinvolgere un’intera famiglia e diventare un esempio per la comunità. La speranza è che altre famiglie facciano lo stesso. Mai come in questi momenti abbiamo bisogno che le buone notizie e le iniziative solidali trovino spazio e riescano a contagiare positivamente la comunità».

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