Mancano due settimane all’avvio ufficiale delle lezioni del 15 settembre, ma sui banchi forlivesi il nuovo anno scolastico è pronto ad iniziare. Da lunedì 31 agosto, infatti, prende il via “La scuola che riparte”, il progetto sperimentale promosso dalla Regione e che il Comune ha fatto proprio per trasformare le ultime due settimane di vacanza in un “ponte pedagogico” gratuito verso il rientro in aula. «Con un finanziamento regionale di 166.035 euro, l’iniziativa accoglierà oltre 700 bambini in un percorso pensato non solo come supporto alle famiglie - dice l’assessora alle Politiche educative, Paola Casara -, ma come vero e proprio investimento sul benessere psicologico degli studenti, per accompagnare il ritorno ai ritmi scolastici senza stress attraverso attività sportive, creative e ricreative».
Risposta record
I dati ufficiali confermano il successo dell’operazione: su un totale di 763 richieste arrivate dalle famiglie (640 per l’intero percorso bisettimanale e 123 per una sola settimana), l’Amministrazione è riuscita ad azzerare completamente le liste d’attesa, garantendo una risposta positiva al 100% delle domande pervenute.
Presidio capillare
L’offerta è stata distribuita capillarmente sul territorio coinvolgendo tutti gli Istituti comprensivi della città e la scuola paritaria “La Nave”. Le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì, indicativamente dalle 8 alle 13, grazie alla collaborazione con una rete di enti del Terzo Settore. Ogni istituto comprensivo avrà un plesso scolastico aperto, tra questi ci sono la Diego Fabbri (gestita da Welcome); la Rivalti (Universiis); la De Amicis (Aics); la Bersani (Domus Coop); la Manzoni (Aics); la Tempesta (Polisportiva Cava); la Saffi (Romagna Sport); la Melozzo (Uisp); la Rodari (Sport Zone); la Focaccia (Pianeta Sport) e la Raggi (Universiis). «Siamo particolarmente soddisfatti perché, a poche settimane dalla pubblicazione dell’avviso, siamo riusciti non solo a costruire una rete organizzativa molto complessa, ma anche a completare rapidamente l’istruttoria delle domande, consentendo alle famiglie di conoscere con largo anticipo l’esito della propria richiesta e di organizzare serenamente il rientro di fine estate. Un risultato non scontato e che ha visto gli uffici comunali e le dirigenti scolastiche mettersi all’opera subito a pochi giorni dalla notizia dell’avvio della sperimentazione».
Investimento sull’inclusione
L’elemento cardine del piano è la tutela dei più vulnerabili. Circa 44mila euro del budget totale sono stati destinati specificamente all’assistenza degli alunni con disabilità: 41 studenti a settimana potranno contare su educatori dedicati con rapporti d’assistenza individuali e personalizzati (1:1, 1:2 o 1:3).
«Sono inoltre particolarmente orgogliosa che i bambini con disabilità possano partecipare al progetto con il necessario supporto educativo, perché l’inclusione è un valore irrinunciabile della nostra comunità educante - conclude Casara -. Un modello che pone Forlì ai vertici regionali per efficienza di spesa e impatto sociale, dimostrando come la sinergia tra pubblico e privato sociale possa generare un sistema educativo davvero integrato e inclusivo».