8 febbraio. Una data sul calendario che Tony guarda ogni giorno con un groppo in gola. È l’ultimo giorno di alloggio, pagato dalla solidarietà di tre cittadini, dove il senzatetto assieme alla sua inseparabile cagnolina ha trovato riparo dal gelo della strada. Non solo un letto comodo dove dormire ma, soprattutto, la speranza che la sua vita non sia una condanna da scontare sotto i portici, avvolto da solitudine e strati di coperte. Ora, dunque, c’è bisogno dell’aiuto di tutti per continuare a garantire un riparo al 43enne assieme alla sua Fido e permettergli di trovare un lavoro ed una casa. Qualcosa in questo mese si è mosso.
Tony, nelle prossime settimane, incontrerà due imprenditori che, forse, potrebbero dargli un lavoro. Se così fosse, si potrebbe pensare di sistemare i documenti, superando in qualche modo lo scoglio dell’ottenimento del domicilio indispensabile per poter firmare un contratto di lavoro e cercare, dunque, non più una struttura ricettiva in cui dormire ma un appartamento. Una casa, vera, che Tony non ha mai avuto. Nato e cresciuto in un orfanotrofio, oltre 20 anni fa, ha lasciato la Sicilia con la speranza di trovare altrove quella normalità che per la maggioranza delle persone è scontata. Per 7 anni ha lavorato come giardiniere ma con la perdita del lavoro tutto è andato in frantumi ed è finito per strada. Da sempre la sua unica ancora di salvezza, l’unica famiglia che ha mai avuto, ha quattro zampe. Masha, la sua cagnolona di 3 anni, ha condiviso con lui ogni notte al freddo, è stata la sua roccia nei momenti più bui quando la solitudine ti fa sentire ai margini. Gli è stata accanto anche quando sono stati aggrediti da alcuni balordi per rubargli il telefonino e lo zaino, le uniche cose che possiede.
«Mi sento fortunato ad avere Masha - dice mentre la guarda -, ringrazio chi ha inventato i cani. Lei mi è sempre stata accanto: quando pioveva o nevicava, nei giorni tristi e difficili lei era con me». Ecco perché Tony si rifiuta di accedere alle strutture cittadine per persone senza fissa dimora in cui un posto caldo ha un prezzo altissimo: lasciare Masha in canile. Una scelta impensabile per chi considera il cane un membro della propria famiglia a tutti gli effetti. Quando la loro storia è uscita sul nostro giornale, il cuore della comunità ha battuto all’unisono. Un primo cittadino ha pagato un mese di Bed & breakfast permettendogli di dormire al riparo mentre Forlì era sotto una bufera di neve. Poi, qualche giorno fa, due donne hanno raggiunto la struttura ricettiva e hanno pagato altri quattro giorni. Fino all’8 febbraio.
È dunque indispensabile lanciare una raccolta fondi per allungare di almeno un mese la sua permanenza nella struttura in cui è accolto. Per farlo bisogna raccogliere almeno 1.500 euro, ovvero 50 euro al giorno, per saldare il soggiorno e dare a Tony la possibilità di sostenere i colloqui di lavoro e rendere realtà quel sogno di avere una vita normale. «Vorrei poter essere indipendente, poter lavorare per pagare un posticino tranquillo in cui vivere con Masha - dice -. Fino ad un mese fa, quando dormivo sotto i portici, mi sembrava di vivere in un incubo dal quale era impossibile svegliarsi». La speranza sembrava un lusso che non poteva permettersi. Non a caso l’unico momento in cui i suoi occhi si illuminavano era quando parlava della sua cagnolina. Ora però, nonostante il terrore di dover tornare a vivere per strada, nel suo cuore si è accesa la speranza che anche la sua esistenza possa essere diversa.
«Spesso - confessa - penso a come sarebbe andata la mia avita se avessi avuto una famiglia». A Forlì ha sperimentato, per la prima volta, un affetto simile. Non si aspettava, infatti, la vicinanza di tante persone. C’è chi gli ha lasciato pizze pagate, chi gli ha offerto un caffè nel bar e chi, semplicemente, lo ha chiamato al telefono per dargli il proprio sostegno. «Vorrei ringraziare tutte le persone che, in modi diversi, mi hanno aiutato: ognuno, in base alle proprie possibilità, non mi ha fatto sentire solo - afferma Tony -. Non so chi siano le due signore che, la scorsa settimana, mi hanno pagato altri quattro giorni di albergo ma mi piacerebbe poterle ringraziare». L’associazione Gruppo volontari canile di Forlì ha messo a disposizione il proprio conto corrente per poter raccogliere i soldi per pagare l’alloggio a Tony: Gruppo Volontari Canile di Forlì Odv Iban IT28 Y 06230 13226 000057037928 specificando nella causale Tony e Masha. Chiunque voglia far sentire Tony meno solo, può contattarlo al 327 8370246.