Dimenticare, almeno per un weekend, le processioni silenziose e quel decoro romagnolo tutto “chiesa e famiglia”. All’interno dell’ex deposito Atr, Forlì ha deciso di farsi tatuare il piacere sulla pelle e di farlo senza chiedere scusa a nessuno. La prima edizione di Tattoo-Taboo è arrivata come una “frustata” sul fondoschiena di una città storicamente conservatrice, portando con sé un carico di erotismo esplicito, arte e provocazione. L’idea è un manifesto di rottura firmato dalla forlivese Olimpia Fabbroni e dalla bertinorese Susanna Meldolicchio, in arte “La Gringa”, che hanno organizzato la manifestazione grazie al supporto di Romagna Fiere.
«Il tatuaggio ormai è sdoganato, una convention standard sarebbe stata senza sostanza – spiegano le due organizzatrici –. Abbiamo aggiunto la parte eros proprio perché la nostra città è un po’ bigotta. Volevamo fare qualcosa di diverso, restando comunque sul soft». E il pubblico ha risposto con un certo entusiasmo. Cinquanta professionisti tra tatuatori e piercer hanno trasformato il deposito in un alveare di aghi ronzanti.
Tra loro, il veterano pugliese Giorgio Guido, un artista che dal 1994 trasforma il derma in tela e che oggi punta al titolo di “maestro artigiano. La sua postazione è un tempio di precisione, meta di appassionati che cercano sulla pelle quel segno indelebile che un tempo era marchio di marginalità e oggi è puro decoro identitario. Neanche a dirlo, il settore dedicato ai tattoo è stato preso d’assalto sin dal mattino di sabato. Ma è varcando la soglia dell’area “Eros e Taboo” che la curiosità si fa più densa: trenta espositori che spaziano dai sex toys più sofisticati all’artigianato. Tra questi anche quello di Greta da Milano, specialista in bodycasting. In pratica l’anatomia umana diventa scultura in gesso. Non solo mani che si intrecciano, ma riproduzioni fedeli di organi genitali (a proposito, qualcuno ha approfittato anche della possibilità di farsi fare il calco del proprio seno in diretta). Tante le richieste bizzarre.
Per chi preferisce il “gioco di ruolo”, il menù è ricco: maschere sensuali che evocano atmosfere vittoriane, abbigliamento fetish, fruste, frustini e corde da bondage.
Non si tratta solo di shopping, ma per gli organizzatori anche di cultura. Infatti, esperti del settore offrono consulenze su come legare ed essere legati in totale sicurezza, perché il piacere non può prescindere dalla consapevolezza. E’ stata allestita anche un’area adults only (solo per adulti). Qui campeggia la Torre Sottovuoto, una struttura in metallo ricoperta totalmente da lattice ideata tra l’altro nella vicina Savignano. Il concetto è estremo ma efficace: si entra, si viene sigillati e l’aria viene aspirata. Insomma, sei letteralmente sottovuoto. La pressione del lattice sul corpo diventa totale, una morsa che azzera lo spazio esterno e amplifica ogni singola terminazione nervosa aumentando il piacere. Un’esperienza sensoriale di coppia, e non solo, che ha incuriosito diversi visitatori. A bilanciare l’adrenalina ci ha pensato la divulgazione irriverente di Fabiana Rosa (aka @azzurra.edukinky). Il suo talk “Let’s Talk About Sex” è stato un successo: un confessionale moderno dove, tramite domande anonime, il pubblico ha potuto esplorare dubbi e feticci senza il timore di essere giudicato.