Forlì, svolta a sinistra e travolge una moto: maxi risarcimento per un centauro

Un risarcimento che sfiora il milione di euro, ridotto a circa 591mila euro al netto degli acconti già versati e del concorso di colpa, per le conseguenze drammatiche di un incidente stradale che ha cambiato per sempre la vita di un uomo. È quanto stabilito dal Tribunale di Forlì, in composizione monocratica nella persona della giudice Barbara Vacca, mettendo la parola fine (in primo grado) a una complessa vicenda legale durata anni. I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 1° luglio 2018. La vittima (difesa dall’avvocato Wilmer Naldi) stava percorrendo via I Maggio, nel territorio comunale di Meldola, in sella al suo motociclo Gilera GP 800, procedendo in direzione Santa Sofia-Forlì, quando si è scontrato violentemente con una Fiat 500. L’autovettura, proveniente dal senso opposto di marcia, aveva effettuato un’improvvisa svolta a sinistra per immettersi nel parcheggio di un bar, omettendo di concedere la dovuta precedenza e invadendo la corsia del motociclista. L’urto contro la parte anteriore destra dell’auto è stato inevitabile e violentissimo: il centauro è stato prima caricato sul cofano, sbalzato contro il parabrezza per diversi metri e infine scagliato contro il guard-rail laterale. Trasportato in codice rosso con l’eliambulanza al trauma all’ospedale Bufalini di Cesena, l’uomo era arrivato in condizioni critiche: un gravissimo quadro di politrauma che comprendeva un’emorragia subaracnoidea, la frattura della prima vertebra cervicale, un esteso pneumotorace, oltre a plurime e scomposte fratture al bacino, al femore e agli arti. Dopo un lungo periodo in terapia intensiva e numerosi interventi chirurgici d’urgenza, sono seguiti mesi di degenza e riabilitazione tra le strutture di Cesena e Forlì. Le consulenze medico-legali disposte nel corso del procedimento giudiziario hanno riscontrato un danno biologico permanente valutato tra il 65% e il 68%. I postumi del sinistro hanno compromesso in modo irreversibile la quotidianità e il futuro professionale del danneggiato. Come evidenziato nella documentazione agli atti, l’uomo è riuscito a riprendere un’attività lavorativa come dipendente d’ufficio solo grazie alla sensibilità e alla disponibilità della propria azienda, che ne ha modificato le mansioni. Tuttavia, i giudici e i periti hanno dovuto constatare la perdita totale e permanente della capacità di svolgere l’attività manuale e artigianale che il centauro esercitava in precedenza come fonte integrativa di reddito, segnando un taglio netto con i progetti futuri e la vita precedente all’incidente. La giudice, valutate le perizie e la dinamica del sinistro, ha decretato una responsabilità concorsuale, quantificata nella misura del 70% a carico del conducente dell’auto (per la violazione della precedenza) e del 30% a carico del motociclista. In applicazione di tali percentuali e delle tabelle sul danno biologico e morale, il Tribunale ha condannato il conducente e la compagnia assicuratrice, in solido tra loro, al pagamento della complessiva somma di 591.338 euro. La cifra tiene già conto della riduzione legata al concorso di colpa e va a sommarsi ai 240mila euro già percepiti dalla vittima a titolo di acconto durante le prime fasi della trattativa, portando il valore economico complessivo del danno riconosciuto a oltre 830 mila euro.

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