FORLI’. I poliziotti della Questura hanno sventato una truffa da oltre 20.000 euro ed arrestato il responsabile. Nei giorni scorsi si è presentata in Questura una persona anziana, la quale chiedeva di poter conferire con un ufficiale, riferendo di essere in quel momento al telefono con personale della Guardia di Finanza che gli stava dando indicazioni, in tempo reale, con la scusa di dover verificare se il proprio documento fosse stato oggetto di duplicazione fraudolenta. L’uomo ha precisato inoltre che in casa era rimasta la moglie, anch’ella al telefono con un “sedicente” appartenente della Guardia di Finanza.
L’uomo è stato quindi ascoltato da personale della Squadra Mobile che, dato il racconto anomalo effettuato dall’uomo e da pregresse attività investigative analoghe, ha intuito che lo stesso fosse vittima di una truffa ancora in atto. Due equipaggi in abiti civili si sono portati nell’abitazione e hanno notato nei pressi del cancello di ingresso un individuo di bassa statura, con zaino in spalla e con telefono in mano impegnato in una conversazione. Alla vista degli operanti, il giovane ha fatto finta di nulla e cercato di allontanarsi, ma è stato prontamente bloccato e identificato. Alla richiesta di spiegare la propria presenza in quel luogo, l’indagato ha ammesso di trovarsi lì su incarico di un soggetto ignoto, al fine di ritirare monili in oro e denaro, secondo le indicazioni ricevute tramite un messaggio Whatsapp inviato al complice. Ha consegnato dunque il telefono agli operanti, i quali hanno proceduto a una preliminare verifica del contenuto, da cui è emerso effettivamente l’invio, da parte di ignoti, di indicazioni dirette a farlo recare presso quell’indirizzo, unitamente alle generalità della vittima.
L’uomo ha riferito di aver ricevuto, intorno alle 14.45, una chiamata sull’utenza fissa da parte di un uomo che si è qualificato come funzionario della Guardia di Finanza, il quale gli chiedeva se avesse smarrito documenti o se avesse recentemente presentato denunce, poiché era stata rilevata una duplicazione del documento di identità. Al fine di lasciare da sola la moglie in casa lo aveva invitato quindi a recarsi, dapprima presso la sede della Guardia di Finanza, poi presso la locale Questura, ove avrebbe trovato personale incaricato di svolgere i necessari controlli. Giunto in Questura, l’uomo è stato subito accolto dagli investigatori della Squadra Mobile che sono riusciti a sventare la truffa bloccando il “truffatore” , tenuto conto che la vittima aveva già raccolto l’oro e preziosi in casa per un valore di oltre 20.000 euro.
L’arrestato, all’esito della convalida e del giudizio, è stato già condannato ad oltre un anno di reclusione.