Degrado e scarsa manutenzione delle strade allarmano i cittadini e chiamano in causa l’amministrazione comunale. Non facile tenere sotto controllo tutte le arterie che necessiterebbero di maggiore manutenzione, ma segnalazioni dei cittadini evidenziano uno stato di degrado in certi casi evidente.
«Sono una residente di via Felice Giani (traversa di Macero Sauli) a Forlì – è la prima lamentela –. Dopo quasi un anno di lavori sulla strada, in fondo alla nostra via, peraltro strada chiusa, che ci hanno creato notevoli disagi, soprattutto durante il periodo scolastico e dopo la riapertura degli interventi che si è ripetuta per ben tre volte, sono stati lasciati avvallamenti notevoli tant’è che io stessa ci ho rimesso una gomma dell’auto. Ma le biciclette che ogni giorno devono uscire dalla strada corrono rischi per più gravi. A lato della strada ci sono un Centro medico e anche un asilo. Non so su chi dobbiamo puntare il dito perché qui si sono intercalate diverse aziende, certo è che professionalità, responsabilità e coscienza non sono doti di loro proprietà».
Spostandosi di nemmeno un chilometro le cose non migliorano, anzi. Una cittadina segnala «una situazione ormai insostenibile che riguarda lo stato di profondo degrado e pericolosità delle strade periferiche di Forlì, frutto di incuria e di continue risposte evasive da parte dell’amministrazione comunale. La condizione della viabilità secondaria e periferica mette quotidianamente a repentaglio l’incolumità dei cittadini, in particolare di ciclisti e motociclisti, a causa di buche, avvallamenti e dossi deformati. Due casi emblematici che si trascinano ormai da anni documentano alla perfezione questo paradosso. Incrocio tra via Ravegnana e via Teodorico: una criticità aperta da anni che rasenta il grottesco. Il tratto di competenza Anas è stato riasfaltato a regola d’arte; non appena termina la competenza statale e subentra quella del Comune di Forlì, la strada si trasforma letteralmente in una pista accidentata tra buche e dissesti». Alle proteste dei residenti e dei tanti automobilisti che si trovano a passare su quelle strade, la replica dell’amministrazione comunale sarebbe stata: “mancano i fondi e se si rispettano i limiti di velocità il problema non sussiste”. «Il secondo caso – riprende la cittadina – è via Antonietta Gordini: un’altra arteria lasciata nel degrado da anni per la quale l’Unità Manutenzione e Strade ha messo nero su bianco che, sebbene inserita nei piani di preventivazione, non è rientrata né nella programmazione degli anni scorsi né in quella attuale per esaurimento del budget a disposizione.È inaccettabile che la sicurezza e la vita delle persone vengano subordinate ad altre voci di spesa o liquidate con un “non ci sono risorse”».