Violenze verbali, minacce dirette a casa ed esasperanti telefonate a raffica a qualsiasi ora. Un incubo iniziato a luglio e terminato nei giorni scorsi, quando i Carabinieri della Stazione del Ronco hanno notificato a un 50enne italiano un’ordinanza di misura cautelare coercitiva emessa dal Gip del Tribunale di Forlì, su richiesta della Procura della Repubblica locale. Per l’uomo, accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, sono scattati il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico.
Forlì, stalking all’ex compagna con minacce e telefonate moleste: per un 50enne scatta il braccialetto elettronico
La denuncia e il clima di terrore
A far scattare le indagini è stata la vittima, che esasperata ed impaurita ha deciso di rivolgersi ai militari dell’Arma per denunciare quanto stava subendo dopo la fine della relazione. Le verifiche lampo coordinate dalla Procura forlivese ed eseguite dai carabinieri del Ronco hanno consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto solido: da settimane l’ex partner si presentava sotto casa della donna lanciando pesanti intimidazioni e la bombardava di chiamate moleste.
Una condotta invadente e violenta che ha fatto sprofondare la donna in un grave e perdurante stato di ansia e di timore per la propria incolumità fisica. Una paura tale da costringerla a stravolgere drasticamente le proprie routine quotidiane: la vittima ha dovuto ridurre le uscite al minimo indispensabile e chiedere costantemente la presenza al suo fianco di parenti e familiari per sentirsi protetta.
Il provvedimento del Gip
Valutato l’imminente pericolo e la necessità di tutelare la donna senza perdere tempo, l’Autorità Giudiziaria ha disposto per il 50enne il divieto assoluto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi abitualmente da lei frequentati, imponendogli di mantenere una distanza minima di sicurezza di 500 metri. Contestualmente gli è stato vietato di comunicare con lei tramite qualsiasi canale o mezzo. A garanzia dell’effettiva osservanza dei limiti stabiliti, il giudice ha ordinato l’applicazione del braccialetto elettronico per il monitoraggio a distanza degli spostamenti dell’indagato.