Si è chiuso con una condanna a quattro mesi di reclusione il processo a carico di due operai accusati di aver aggredito un collega mentre tornava a casa al termine di una giornata di lavoro. La sentenza, emessa dal giudice Andrea Priore, ha ridimensionato leggermente la richiesta della pm Marina Tambini, che aveva sollecitato una pena di sei mesi per entrambi gli imputati.
La lite in azienda
I fatti risalgono al 2021. Quella che doveva essere una normale giornata di lavoro in un’azienda produttrice di divani di Forlì si è trasformata in un incubo per un giovane operaio senegalese di 25 anni, all’epoca poco più che ventenne. La colpa del ragazzo? Aver cercato di fare da paciere durante un diverbio e, successivamente, aver riportato la verità ai propri superiori. Due colleghi del giovane avrebbero iniziato a litigare pesantemente durante l’orario di lavoro; il 25enne è intervenuto per separarli, cercando di riportare la calma. Un gesto compiuto in buona fede che però non è stato gradito dai due contendenti, i quali lo avrebbero avvertito: «Devi stare zitto». Il giovane, tuttavia, ha ritenuto corretto riferire l’accaduto al caporeparto e, di conseguenza, la proprietà dell’azienda è stata informata tanto che si è proceduto con una segnalazione nei confronti dei due litiganti.
L’aggressione
Una scelta che ha trasformato l’ostilità dei colleghi in una vera e propria spedizione punitiva. Mentre il 25enne tornava a casa in sella alla sua bicicletta, i due colleghi lo hanno intercettato in auto. Dopo aver fatto retromarcia per raggiungerlo, hanno bloccato bruscamente il manubrio della bici, dando inizio all’aggressione.
Da lì, un’escalation di violenza: prima una pioggia di schiaffi e pugni, poi il gesto più grave. Il 25enne, intento a difendersi dagli aggressori, a furia di spintoni è scivolato dal ponticello procurandosi traumi, fortunatamente lievi. Non contenti, prima di darsi alla fuga, i due imputati gli avrebbero scagliato addosso la sua stessa bicicletta. Il ragazzo è riuscito a chiedere aiuto contattando la titolare dell’azienda, che ha allertato i soccorsi e i carabinieri.
La sentenza
Al termine del dibattimento, e dopo 5 anni dall’accaduto, la sentenza ha scritto la parola fine a questa vicenda, condannando entrambi gli imputati a 4 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.