Dopo i solleciti e l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Comitato unitario vittime del fango e dal Comitato di quartiere Romiti, è ufficialmente partito il cantiere per la ricostruzione dell’impianto idrovoro Fontana 2, un’infrastruttura considerata cruciale per la sicurezza idraulica di Forlì e della zona ovest della città. Come noto, ad occuparsi della realizzazione dell’infrastruttura è il Consorzio di Bonifica della Romagna, con un investimento complessivo di 1,3 milioni di euro (300mila euro dei quali sono stati aggiunti e anticipati direttamente dal Consorzio per velocizzare l’iter). Il progetto prevede la realizzazione ex novo dell’impianto idrovoro e della relativa paratoia dello scolo sul fiume Montone, che fu completamente divelto dalla furia della piena oltre tre anni fa.
La notizia del via ai lavori ha portato con se un respiro di sollievo, ma tra le vittime dell’alluvione la soddisfazione non cancella l’amarezza per i ritardi accumulati. «Non possiamo che esserne contenti -esordisce Alessandra Bucchi, presidente del Comitato unitario vittime del fango -, tuttavia siamo in ritardo. Tre anni per vedere solo iniziare i lavori sono troppi. Bisogna cambiare modalità per affrontare queste situazioni, servono tempi ben più celeri per opere così importanti per la sicurezza idraulica del territorio. Questo ragionamento vale per il Consorzio, ma anche per tutte le Amministrazioni in generale». Sulla stessa linea Stefano Valmori, coordinatore del Comitato di quartiere Romiti: «Come cittadino alluvionato sono molto contento, anche se il cantiere arriva un pochettino in ritardo. Un’accelerata è stata data anche grazie alla spinta forte del Comitato vittime del fango e del comitato Villanova-Cava. Finalmente la voce dei cittadini è stata ascoltata e il punto più debole, il Fontana 2, sarà ripristinato». E ancora. «C’è un po’ di delusione, quantomeno sulle tempistiche - prosegue Valmori -. Non si dovrebbe insistere così tanto per avere un’opera importante per la sicurezza della città e della zona ovest in particolare. Nonostante ciò si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, l’avvio dei lavori ci dice che abbiamo fatto bene ad insistere e ci permette di credere nella rinascita dei nostri quartieri».
L’apertura del cantiere non abbassa il livello di guardia dei residenti. La promessa è quella di mantenere gli occhi ben aperti sull’avanzamento delle opere. «Saremo comunque vigili, affinché la ricostruzione del Fontana 2 non resti solo un annuncio - conclude Valmori -. Ben vengano i lavori, noi continueremo a monitorare la situazione. È un piccolo passo in avanti, anche se c’è ancora tanto da fare per la ricostruzione. Questo non va dimenticato».