Forlì, sospesa la raccolta degli abiti usati

Forlì
  • 10 settembre 2025

Sospesa la raccolta di indumenti usati attraverso i cassonetti gialli del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo. È questo l’effetto della crisi del settore del riciclo dei tessili in sofferenza da mesi. «Da lunedì 8 settembre – spiega il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo – verrà temporaneamente sospesa la raccolta di indumenti usati conferiti nei cassonetti gialli di nostra competenza. Il settore del riuso e riciclo dell’abbigliamento usato è in crisi da diversi mesi, in questo momento, al di là del nostro mercatino, non si trovano sbocchi alle grandi quantità raccolte. Scusandoci del disagio, speriamo di poter riprendere al più presto il servizio».

Un comparto che vede le organizzazioni benefiche da sempre impegnate in prima fila le cui sorti sono messe a rischio dai costi di gestione crescenti da un lato e dal crollo dei ricavi dell’altro. Una situazione legata a doppio filo anche con il progressivo affermarsi del “fast fashion”, modello di business basato sulla produzione rapida, massiccia e a basso costo di capi di abbigliamento prodotti spesso in Cina. Il mercato dedicato alla vendita di capi riutilizzabili è infatti stretto nella morsa che vede, da una parte l’aumento dei rifiuti conferiti e dall’altra il crollo della qualità delle materie prime degli stessi causando la progressiva saturazione dei mercati di sbocco, con costi di gestione crescenti che hanno eroso drasticamente i margini di guadagno. Stando ai dati resi noti dagli operatori del settore, il valore della frazione riutilizzabile è crollato del 70% rispetto ai valori precedenti al Covid mentre di pari passo la presenza di tessili non adeguati ad essere riutilizzati ha superato il 50% di quanto raccolto. Le imprese dedicate alla selezione e valorizzazione di abiti usati, insomma, non riuscirebbero più a riconoscere agli operatori della raccolta degli indumenti prezzi sufficienti a coprire i loro costi operativi tanto da far scattare, in molti casi, l’interruzione dei ritiri perché i magazzini sono saturi. La filiera, dunque, rischia di paralizzarsi nonostante la raccolta dei tessili sia un obbligo che vige in tutta Europa. Ora la palla passa al Ministero dell’ambiente. Domani, infatti, si terrà un tavolo di lavoro per affrontare la crisi della raccolta e valorizzazione dei rifiuti tessili.

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